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Undicesimo comandamento. Storie di violenza domestica

Domenica 23 ottobre ore 11:00, presso la Libreria Centofiori di piazzale Dateo 5, Raul Montanari presenta “Undicesimo comandamento. Uccidi chi non ti ama” di Elena Mearini (Perdisa Pop), con letture di Maddalena Balsamo. Interviene Antonio Paolacci, direttore editoriale Perdisa Pop. Alla presentazione seguirà aperitivo.
Serena è una giovane donna che conosce il dolore e la solitudine. A soli cinque anni ha perso entrambi i genitori ed è stata cresciuta da Rinaldo, uno zio costretto ad abbandonare la carriera di pugile per occuparsi di lei. Allevata in un clima di amarezza e disperazione, Serena sposa un uomo violento, di cui subisce i maltrattamenti senza battere ciglio, perché ha deciso di portare una croce, di replicare il cammino di Cristo, le stazioni della Passione, convinta che per ogni pena subita le verrà data in premio una dose di affetto.

Così Serena sopporta come un Cristo al femminile, fino a quando si accorge che la storia della croce è difettosa, che il mondo reale non concede premi e che lei ha il dovere di reagire.
Undicesimo comandamento racconta la violenza domestica, il complesso e drammatico meccanismo psicologico che lega le vittime ai loro carnefici fino alla perdita di senso e di identità. La scrittrice si conferma capace di scavare nelle profondità dell’animo femminile, indagando una dimensione interiore spesso trascurata da narrazioni che si fermano alla superficie dei soggetti.
Elena Mearini è nata nel 1978 e vive a Milano. Ha esordito nel 2009 con il fortunato romanzo sul tema dell’anoressia 360 gradi di rabbia (Excelsior 1881). Tra le sue molte attività, conduce laboratori di scrittura creativa presso il carcere di Opera a Milano e scrive articoli legati a tematiche sociali.

Dice di sé: “La mia storia personale è fatta di sismi ripetuti, spaccature che fin dall’infanzia mi hanno obbligata a confrontarmi con i terremoti della realtà. Ho reagito con la protesta, non accettavo di calpestare terra rotta, volevo a tutti i costi coprire le buche, aggiustare i fossi. La scrittura mi ha aiutata a dialogare con questi guasti, a comprendere la loro voce e a trasformarla poi in parola scritta”.

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