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Unioni gay, no della Congregazione: per il Papa il caso non è chiuso

Papa Francesco torna alla carica dopo il no della Congregazione alla benedizione delle unioni gay: "la teologia morale deve riguardare le persone"

Papa Francesco
Papa Francesco torna alla carica dopo il no della Cdf sulle unioni gay

Dopo il no della Congregazione per la Dottrina della Fede (Cdf) alla benedizione delle unioni gay, Papa Francesco torna alla carica: per lui, il caso non è chiuso.

Papa Francesco sulle unioni gay

Le parole di Papa Francesco: “Anche noi dobbiamo rispondere con la testimonianza di una vita che si dona nel servizio, di una vita che prenda su di sé lo stile di Dio, vicinanza, compassione e tenerezza, e si dona nel servizio.

Si tratta di seminare semi di amore non con parole che volano via, ma con esempi concreti, semplici e coraggiosi, non con condanne teoriche, ma con gesti di amore. Allora il Signore, con la sua grazia, ci fa portare frutto, anche quando il terreno è arido a causa di incomprensioni, difficoltà o persecuzioni, o pretese di legalismi o moralismi clericali”.

E ancora: “Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?“.

Unioni omosessuali: la visione della Cdf

La visione della Cdf è completamente contraria: la causa dunque non è ancora chiusa. Infatti il nuovo clima creato da Papa Francesco ha indotto 210 teologi tedeschi a esprimersi a favore della tesi bocciata dalla Congregazione. Inoltre, il vescovo di Mainz, Peter Kohlgraf, ha affermato: “Le benedizioni sono scaturite da un accompagnamento pastorale delle persone coinvolte. Non si tratta di formule che replicano quelle matrimoniali, né c’è l’intenzione di trovare una formulazione specifica.

No, non cerco una formula simile a quella matrimoniale. Chiedo di accompagnare invece di giudicare. E chiedo di parlare con (e non su) i non pochi interessati, rimanendo al loro fianco”.

Inoltre, secondo la Cdf queste benedizioni non si possono fare perché i gay, convivendo, si esporrebbero a sesso extra-matrimoniale, ma oggi ci si chiede perché si benedicano i fidanzati, che si espongono a sesso prematrimoniale peccaminoso allo stesso modo: così emerge il possibile pregiudizio.

Così Bergoglio è tornato alla carica, sottolineando che la teologia morale deve riguardare le persone e la realtà, non solo i principi.

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