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Usa, agente di polizia uccide 16enne: il ragazzo aveva un’arma ad aria compressa

Negli USA un agente di Polizia ha colpito mortalmente un ragazzo 16enne in possesso di un'arma da fuoco, rivelatasi poi giocattolo, e di un coltello.

Sparatoria negli Stati Uniti, agente uccide 16enne

L’episodio è accaduto a Leonardtown, cittadina del Maryland a sud-est di Washington, dove un poliziotto, rispondendo ad un paio di segnalazioni telefoniche, ha sparato a un sedicenne che brandiva un’arma.

Agente di Polizia uccide sedicenne

Secondo i racconti di alcuni testimoni, al momento del tragico evento, il giovane ragazzo, Peyton Ham, si trovava davanti alla sua abitazione “in posizione di tiro”.

Avrebbe infatti puntato l’arma, rivelatasi poi giocattolo, contro il poliziotto, che dapprima ha sparato ferendolo.
Solo a quel punto il ragazzo, accasciatosi al suolo, avrebbe estratto un coltello cercando di rimettersi in piedi e l’agente gli avrebbe sparato una seconda volta, dopo avergli intimato invano di gettarlo via. 

L’arrivo dei soccorsi

Immediata la richiesta dell’intervento dei soccorsi, ma per il ragazzo non c’è stato nulla da fare, durante il tragitto verso l’ospedale ha infatti perso la vita

I provvedimenti per il poliziotto

L’agente, in servizio da quasi tre anni, è stato subito sospeso in attesa della conclusione delle indagini.
Pare inoltre che al momento dell’intervento, lo stesso non indossasse la body camera, motivo per cui per ricostruire la vicenda, la polizia starebbe cercando di rintracciare alcuni video dell’area circostante. 

Gli episodi di violenza nel Paese

Questo è solo uno dei tanti momenti di forte tensione che negli ultimi anni ha scosso gli Stati Uniti, come il recente caso di George Perry Floyd
Proprio stamattina un gruppo di manifestanti si è riunito davanti alla casa di Kim Potter, l’ex poliziotta che ha ucciso il 20enne afroamericano Daune Wright a Brooklyn Center, un sobborgo di Minneapolis. 
A protezione dell’abitazione dell’ex agente, la polizia aveva già eretto barriere di cemento e recinzioni metalliche e aveva messo alcune pattuglie a sorvegliare mentre la Potter non era in casa. 
La 48enne ora dovrà affrontare pesanti accuse penali per l’accaduto. 

Non si arresta dunque l’indignazione della comunità mondiale nei confronti di violenti episodi che vedono sempre più il coinvolgimento delle forze dell’ordine. 


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