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Usa, bimbo uccide con la pistola il fratello di due anni

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Un bambino di quattro anni ha sparato al fratellino, uccidendolo. Si riaccende la polemica sulle armi da fuoco negli Usa.

Una terribile tragedia si è consumata nella contea di Louisa, in Virginia. Un bambino di quattro anni ha sparato al fratellino di soli due anni con una pistola trovata in casa. Il bimbo, Tyler Aponte, è morto nonostante i tentativi dei soccorritori e dei medici dell’Ospedale della Virginia.

La polizia indaga sulle responsabilità dei genitori, in particolare della madre.

Bimbo spara con la pistola

Un bambino di quattro anni ha sparato contro il fratellino di soli due anni. È avvenuto nella contea di Louisa, nello Stato americano della Virginia. Il bambino sarebbe riuscito a impossessarsi dell’arma che si trovava in casa e l’avrebbe maneggiata convinto che si trattasse di un’arma giocattolo. Ha sparato un colpo al petto del fratellino, il piccolo Tyler Aponte.

Immediato l’intervento dei soccorsi, che hanno tentato di rianimarlo sul luogo dell’incidente. Il bambino è poi stato trasportato in elicottero all’ospedale dell’Università della Virginia. Ma, nonostante gli sforzi dei medici, non è stato possibile salvarlo.

Le indagini

La polizia ora indaga sulle responsabilità dei genitori, in particolare della madre. La donna infatti era presente in casa al momento dell’incidente. Gli inquirenti cercano di capire come il bambino sia potuto entrare in possesso dell’arma.

La polizia cerca di capire se questa fosse regolarmente detenuta e opportunamente nascosta da parte della famiglia.

I vicini di casa si sono dichiarati fortemente sorpresi. “Non è possibile che abbiano lasciato una pistola carica a vista. Sono delle brave persone e si prendono cura dei propri figli“. Linda Eddy, una delle vicine della famiglia, ha raccontato di conoscere gli Aponte da oltre dieci anni e di non aver mai dubitato delle loro capacità come genitori.

Usa e armi da fuoco

Sono più di 1000 i bambini che ogni anno negli Stati Uniti perdono la vita a causa di incidenti con le armi da fuoco. Spesso le pistole in questione sono di proprietà della famiglia, che le detiene con regolare permesso ma che non le custodisce in modo adeguato, lasciandole esposte alla curiosità dei più piccoli.

A inizio aprile, a Philadelphia, un bambino di soli due anni ha ucciso involontariamente la sorella di undici anni con una calibro 357.

Il bimbo ha trovato la pistola in casa e ha iniziato a giocarci, senza sapere che si trattava di un’arma vera e potenzialmente letale. La sorella è stata colpita al cuore dal proiettile. Anche in questo caso, come per la vicenda del piccolo Tyler, la madre era in casa al momento dell’incidente. La donna ha dichiarato di essersi assentata solo per un istante e di aver poi sentito lo sparo.

L’opinione pubblica americana si è dimostrata sempre più sensibile al tema della pericolosità delle armi. Lo hanno dimostrato le manifestazioni studentesche avvenute a marzo in tutto il Paese.

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.


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Lisa Pendezza

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.

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