Usa, dimentica la figlia in auto: credeva fosse all'asilo
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Dimentica la figlia in auto: credeva fosse all’asilo
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Dimentica la figlia in auto: credeva fosse all’asilo

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Credeva di aver lasciato la figlia all'asilo: così Nicole Engler, una mamma americana, ha dimenticato sua figlia nell'auto sotto al sole

Crede di aver lasciato la figlia all’asilo, ma dopo il lavoro la ritrova morta chiusa nell’auto sotto il sole. La vicenda è accaduta negli Usa. La mamma si chiama Nicole Engler. Nicole, che ha 38 anni, è stata ora portata nel carcere della contea di Douglas con l’accusa di omicidio colposo di secondo grado: se condannata, rischia sei anni di carcere. Purtroppo però, nel suo intimo, la donna ha già iniziato a scontare una pena tormentata ed eterna. La sua bimba se n’è andata per sempre e i sensi di colpa la tormentano.

La storia di Nicole Engler

Come di consueto, giovedì 21 maggio 2018 Nicole Engler ha parcheggiato davanti al centro medico di Roseburg, nell’Oregon, in cui lavora come infermiera. Scendendo, ha chiuso lo sportello ed è andata a timbrare il cartellino. La donna era convinta di aver lasciato all’asilo sua figlia Remington, di appena 21 mesi. Eppure quella mattina qualcosa è andato storto e lei se n’è resa conto quando ormai era troppo tardi.

Complici una vita frenetica, lo stress, gli impegni familiari e i doveri lavorativi che si accavallavano. La sua mente lo scorso giovedì si è completamente dimenticata di Remington. La sua testa le aveva sovrapposto i ricordi di altre mattine tutte uguali, facendole immaginare di aver effettuato la consueta tappa all’asilo. La piccola, invece, era ancora nel sedile posteriore dell’auto. Senza rendersene conto, nell’esatto momento in cui ha chiuso a chiave lo sportello, Nicole ha ucciso la sua bimba.

Quando è uscita dal lavoro, all’incirca intorno alle 16, l’ha trovata svenuta e cianotica. La bambina, infatti, aveva passato più di sette ore intrappolata nel veicolo della madre, che nel corso della giornata aveva superato i 40 gradi di temperatura. Sotto choc e in preda alla disperazione, Nicole si è recata immediatamente all’interno del centro medico, insieme alla figlia. I medici hanno tentato di rianimarla in tutti i modi, ma ormai era troppo tardi: al Mercy Medical Center la piccola è stata dichiarata morta.

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La condanna

Nicole, la mamma 38enne americana, è stata portata nel carcere della contea di Douglas in seguito alla scoperta del corpicino senza vita della sua piccola Remington.

Su di lei grava l’accusa di omicidio colposo di secondo grado. Se dovesse essere ufficializzata la sua condanna, rischia sei anni di carcere.

Eppure la sua pena più traumatica e straziante ha già iniziato a scontarla. La giovane mamma sta già facendo i conti con quel dolore insormontabile che la accompagnerà per tutta la vita. Fino all’ultimo dei giorni rivivrà il momento in cui ha trovato la sua bambina chiusa nell’auto. Ripenserà a quell’attimo, apparentemente così uguale a tutti gli altri giorni, in cui ha chiuso la sua automobile ed è andata via. In eterno si domanderà com’è possibile che la sua mente si sia annebbiata completamente, condannandola a una sofferenza simile. Purtroppo però le sarà impossibile trovare una risposta.

Sfortunatamente sono tanti i genitori che hanno commesso il suo identico errore. Purtroppo sono moltissimi i genitori di bimbi morti in circostanze analoghe: secondo alcune statistiche, in vent’anni sono state 742 le giovanissime vittime di colpi di calore all’interno di un veicolo. Di tale cifra, nel 54% dei casi si è trattato di bimbi che, come Remington, sono stati inconsapevolmente dimenticati nella vettura da chi li accompagnava. Nel solo 2018 sono già 17 le vittime. Quasi sempre i colpevoli erano persone fortemente stanche e stressante, dal tenore di vita teso e difficile. Ma anche persone che avevano subito dei cambiamenti nella routine quotidiana.

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Asia Angaroni
Asia Angaroni 1448 Articoli
Leva 1996, varesotta di nascita milanese di adozione. Dall’amore per la stampa e la verità alla laurea in Comunicazione. Amante della letteratura e dell’arte, alla ricerca costante di sapienza e cultura. Appassionata di cronaca sportiva e di inchieste, desiderosa di fare della parola il proprio futuro.