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Usa, lo staff di uno Starbucks abbandona il posto per protesta a seguito di un licenziamento

Negli Usa, il team operativo di uno Starbucks fa squadra e abbandona il posto a causa di un licenziamento in tronco.

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Negli Stati Uniti, l’intero staff di una sede di Starbucks a Buffalo ha abbandonato il locale quando un manager ha licenziato un dipendente. L’uomo è stato cacciato la settimana scorsa, dopo oltre 13 anni di lavoro. 

Usa, lo staff di uno Starbucks abbandona il posto: il caso

La sede Starbucks di Buffalo è rimasta chiusa a seguito della protesta portata avanti venerdì, mentre i lavoratori scioperano per chiedere il reintegro dell’uomo licenziato.

Da qualche tempo, Starbucks Workers United, un’organizzazione che aiuta i lavoratori della nota catena in tutto il territorio americano, ha diffuso su TikTok un filmato dell’evento. Il video, visualizzato più di 20 milioni di volte, mostra dei clienti in attesa di essere serviti. 

Subito dopo, si notano due dipendenti che passano davanti a quelle stesse persone avendo, tra le mani, dei pezzi di cartone di forma rettangolare.

Le altre scene evidenziano altri dipendenti, sempre con cartoni e grembiuli avvitati, che escono dal locale. 

Nella didascalia del video vengono scritte le seguenti parole: “Quando l’intero negozio va via dal momento in cui la direzione licenzia ingiustamente un tuo collega, in quanto leader sindacale”. 

Il dipendente licenziato spiega il suo punto di vista

Starbucks, da parte sua, sostiene che l’uomo sia stato licenziato perchè ha deciso spontaneamente di chiudere l’atrio del punto vendita senza essere autorizzato a farlo.

Di contro, per Starbucks Workers United, si tratta invece di una copertura per licenziare un leader sindacale. Amato, infatti, dichiara di non aver chiuso l’ingresso come dicono. L’uomo aggiunge: “Sono stato licenziato perchè ero un leader sindacale nella mia filiale. Infatti, la mia direttrice non è stata in grado di spiegarmi il motivo del licenziamento. Neanche mi guardava negli occhi”.

Amato è uno dei tanti nomi che, in questi anni, si è aggiunto a tanti altri licenziati negli ultimi mesi dalla compagnia.

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