×

Usi e costumi italiani nel ‘600

default featured image 3 1200x900 768x576

Le tradizioni che seguiamo oggi affondano le loro radici nei secoli passati. Gli usi e costumi italiani sono piedi sin dai tempi degli Antichi Romani. Questo è forse causa dell’influenza geografica di altre culture quali quella: greca, spagnola, germanica, o nordafricana sulle abitudini italiane.

Questa mescolanza di usi e tradizioni permette alle spose a i loro wedding planner di scegliere tra varie opzioni nel preparare la cerimonia nuziale.

La proposta
Gli uomini italiani del 1600 erano nobili erano previste regole specifiche per corteggiare, incontrare la donna e la proposta di matrimonio non veniva mai fatta prima di avere il consenso paterno. Nel XVII° secolo la proposta era seguita da una serenata romantica.

L’anello
L’anello di fidanzamento è in voga sin dal Medio Evo per sancire l’accordo di matrimonio.

Nei tempi i redditi sono aumentati, i contadini sono diventati classe operaia i diamanti più grandi e i metalli più preziosi. Nel 1600 le spose non indossavano nessun gioiello d’oro il giorno del matrimonio fino a quando la fede posizionata sull’anulare o la fine della cerimonia.

La dote
Allo sposo era offerta una dote che poteva consistere in denaro, oro, bestiame, attrezzi da lavoro o mobilio. Le famiglie italiane preparavano una cassa da corredo per le figlie in età da marito che preparavano in attesa della “proposta” di matrimonio.

L’organizzazione del matrimonio
Pianificare un matrimonio richiedeva estrema cura. La domenica era considerata un giorno fortunato e una domenica piovosa un segnale di successo del matrimonio. Nei periodi come la Quaresima o l’Avvento era vietato sposarsi. Nel XVII° secolo si sceglieva raramente luglio e agosto per sposarsi per la semplice ragione che non esisteva l’aria condizionata o simili. All’epoca non si usava fare addii al celibato o nubilato.

L’abito da sposa
Nel XVII° secolo la sposa indossava un abito bianco con il velo. Questo abito era simbolo di purezza e il velo impediva allo sposo di vedere la sposa prima della cerimonia, situazione che portava sfortuna. Il velo era inoltre simbolo di verginità e che la sposa non aveva conosciuto nessun uomo prima.

La cerimonia
La cerimonia o sposalizio prevedeva una lunga lista di invitati tra cui quasi tutti i compaesani degli sposi. Lo sposo accompagnava la sposa e tutti gli ospiti lungo la navata della chiesa, navata bloccata da “ostacoli” che rispecchiavano le virtù della sposa. Questi ostacoli erano rappresentati ad esempio da una scopa simbolo delle sue doti di brava casalinga e un bambino in lacrime la sua capacità di buona madre.

Altre tradizioni includevano il taglio del nastro sulla porta chiesa a significare l’inizio di una nuova unione. Una coppia di colombi bianchi veniva liberata come simbolo della gioia di questa nuova coppia, la tradizione voleva che al posto del riso si lanciassero mandorle per rappresentare le gioie e i dolori che potrebbero affrontare.

Il ricevimento
Le tradizioni seicentesche erano incentrate sulle portate. Il pasto componeva sempre di piatti di carne, antipasti, pane, pasta, minestre, frutta, dolci e tanto vino. Durante il ricevimento la coppia rompeva un bicchiere e i pezzi rappresentavano la durata del loro matrimonio.

Contents.media
Ultima ora