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Vaccini Covid anche ai senzatetto e ai migranti irregolari in Lombardia a partire da giugno

Dai primi di giugno in Lombardia, si ai vaccini Covid per irregolari e senza tetto. Il vaccino scelto è il monodose della Johnson.

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Novità sul piano vaccinale anti-Covid per quanto rigurda la regione Lombardia: da giugno inizieranno le vaccinazioni per gli irregolari e i senza fissa dimora. La conferma è arrivata questa mattina, 19 maggio, dal vicedirettore al Welfare, Marco Salmoiraghi.

Vaccini Covid Lombardia: da giugno ai senza tetto e migranti irregolari

A partire dai primi di giugno, sul territorio lombardo, inizieranno le vaccinazioni per tutti coloro che sono irregolari, privi quindi di assistenza sanitaria in quanto non possessore di tessera sanitaria, e per i senza fissa dimora. La vaccinazione avverrà in collaborazione con le varie associazioni di volontariato presenti sul territorio, e il vaccino scelto per la somministrazione sarà il Johnson&Johnson, perchè monodose, il quale, come indicato dal generale Figliuolo “consente una calendarizzazione più semplice, in considerazione della difficile reperibilità di molte di queste persone”.

Tuttavia, nonostante il vicedirettore al Welfare abbia già indicato la prima settimana di giugno come data per far partire le vaccinazioni, dallo staff dell’assessore al Welfare, Letizia Moratti, fanno sapere che la data potrebbe slittare, data la scarsità di dosi al momento disponibili di questo vaccino.

Vaccini Covid Lombardia: le associazioni coinvolte

Qualche settimana fa i volontari del Naga, l’associazione milanese che si occupa di assistenza medica e legale ai cittadini stranieri non regolari sul territorio, aveva chiesto alla regione Lombardia, di inserire nelle vaccinazioni anche queste persone, richiesta che alla fine oggi è stata accolta.

Come dichiarato dal consigliere regionale di +Europa e Radicali Michele Usuelli: –Le varie Ats dovranno mappare sul loro territorio le associazioni che si prendono cura sia di migranti irregolari che di persone senza fissa dimora. Non dobbiamo però dimenticare che le associazioni hanno già un coordinamento”. Per legge, in base al Testo Unico sull’immigrazione, la vaccinazione deve essere disponibile per tutte le persone presenti sul territorio italiano.

A stretto giro, dopo l’annuncio delle regione, è arrivata anche la replica della presidente del Naga, Sabrina Alasia: –“Era ora, ma il via libera arriva una volta che si è quasi completata la registrazione per tutti i cittadini lombardi. Eppure chi è irregolare è comunque un essere umano, non diverso dagli altri. Anche se non hanno la tessera sanitaria”. Sul fatto invece, che siano le associazioni a doversi occupare della vaccinazione, dice: –“Regione Lombardia non può sottrarsi alle responsabilità delegando alle associazioni. La procedura vaccinale non può essere in carico alle associazioni. Noi dobbiamo essere di supporto al sistema pubblico ufficiale”.

Vaccini Covid Lombardia: 70 mila anziani over 80 non vaccinati

Nonostante le buone intenzioni della regione Lombardia, nell’implementare la platea di persone che dovranno ricevere il vaccino, in base al report settimanale elaborato dal Governo sulla base dei dati rilevati al 14 maggio, sono ancora 70.107 gli anziani over 80 che devono ricevere il vaccino. A commentare i dati, il segretario generale di Fnp Cisl Lombardia Emilio Didonè: -“Occorre un ulteriore sforzo per recuperare circa 80mila over 80 che mancano all’appello ancora per la prima dose. Probabilmente sono persone che vanno contattate casa per casa, informate, coinvolte e vaccinate”.

Il problema per il sindacato, sarebbe da imputare alle difficoltà che si sono riscontrate nella prima fase della campagna vaccinale, quando il sistema Aria, aveva creato degli incovenienti nelle prenotazioni: molti anziani infatti, avevano ricevuto l’appuntamento con poco preavviso, in alcuni casi solo poche ore prima, e per di più in luoghi lontani dalla loro residenza. Altri invece erano stati costretti a dalle code interminabili, durate anche delle ore, per poter ricevere la dose del vaccino. Tutto questo potrebbe aver spinto molti anziani a rinunciare alla prenotazione, come dichiara il sindacato: “Le prenotazioni online soprattutto nella prima fase con il portale di Aria hanno messo in crisi non pochi anziani, e questo problema lo abbiamo sollevato in tempi non sospetti”.

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