Vaccini obbligatori nelle scuole: la scadenza
Vaccini obbligatori nelle scuole: la scadenza
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Vaccini obbligatori nelle scuole: la scadenza

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Scade l'11 marzo 2018 il tempo per regolarizzare i vaccini resi obbligatori per l'accesso alle scuole primarie e dell'infanzia.

11 marzo 2018. Questa la scadenza fissata per mettersi in regola con i vaccini degli iscritti alla scuole dell’infanzia, agli asili nidi e alle scuole primarie, come stabilito dalla legge. Ma sono ancora molti i genitori a fare resistenza.

L’obbligo dei vaccini

Entro l’11 marzo dovranno essere in regola con le vaccinazioni tutti i piccoli iscritti alle scuole, pena l’esclusione dei bambini dalle strutture scolastiche e il pagamento di un’ingente multa. Il termine non è valido soltanto per Lazio e Veneto, regioni che hanno istituito un’anagrafe vaccinale attraverso cui i genitori non devono consegnare la documentazione. Al contrario, è la Asl ad avvisare le famiglie non ancora in regola, concedendo loro un mese di tempo per adempiere agli obblighi previsti dalla legge. Nonostante l’imminente scadenza, a Milano sono 700 i bambini non ancora vaccinati. La maggior parte di loro frequenta i nidi e le scuole materne.

Molti genitori sono restii a sottoporre i figli alle vaccinazioni e si dichiarano contrari alla legge.

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Un tema, quello dei vaccini, che è al centro non solo dei dibattiti sulla sanità, ma anche di quelli politici. La Lorenzin si dice ferma sulla questione. Polemizza sull’affidamento che certi genitori fanno su fake news e su astruse teorie scientifiche che sosterrebbero la nocività dei vaccini. Secondo il ministro della Salute, chiedere che siano vaccinati tutti i bambini che frequenteranno delle strutture pubbliche è più che ragionevole, si tratta di una precauzione che va oltre la politica. “In sanità pubblica la libera scelta non può prescindere dall’interesse della collettività” afferma la Lorenzin.

Risponde da Roma la sindaca Virginia Raggi, che attacca con veemenza i provvedimenti del Ministero della Salute e denuncia i ritardi burocratici del sistema sanitario laziale. “Secondo la Lorenzin, il pagamento di una multa scongiurerebbe il rischio di contagio e i virus riuscirebbero a distinguere e contagiare i bambini in base alla loro scuola di appartenenza.

In questa posizione non c’è scientificità ma soltanto sciatteria” scrive su Facebook la Raggi, giudicando quello della Lorenzin un provvedimento che non farebbe altro che creare discriminazione tra i bambini. Inoltre, la sindaca della Capitale ha sottolineato la necessità di dare una continuità educativa e didattica a tutti i bambini, continuità che non può essere interrotta per nessun motivo. L’intera Assemblea Capitolina ha considerato la mancata vaccinazione “non ostativa al prosieguo e alla continuità dell’attività e del percorso educativo ritenendo quest’ultimo (stesso insegnante, stesso contesto educativo, stessa aula, stessa rete di relazioni socio-affettive) una condizione psicodidattica da garantire a tutti in totale certezza ed assoluta equità”.

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