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Vaccino Covid ai bambini, Rossi: “La fascia 5-11 anni va immunizzata per ridurre i contagi”

Vaccino ai bambini tra 5-11 anni, il professor Rossi è stato chiaro: "Immunizzarli subito, la maggior parte dei casi di Covid sono adulti con figli piccoli"

vaccino covid

L’immunologo Andrea Rossi è stato chiaro: bisogna vaccinare i bambini tra 5 e 11 anni, per evitare un nuovo aumento dei contagi da coronavirus.

Vaccino Covid ai bambini, Rossi: “Certo che sono favorevole, serve per bloccare contagi”

Certo che sono favorevole a vaccinare i bambini di 5-11 anni.

Sì e poi sì. Nessuno tra i miei colleghi e neppure tra gli infettivologi le risponderebbe diversamente”. L’immunologo Paolo Rossi, direttore del dipartimento di pediatria dell’ospedale Bambino Gesù, è fermo sulla sua decisione: il vaccino ai bambini tra 5 e 11 anni va fatto. Le motivazioni del professor Rossi sono molteplici: “Primo: in questo momento gli unici sostegni alla circolazione del virus pandemico oltre ai no vax e agli esitanti, sono i piccoli che non hanno ancora uno strumento di immunizzazione autorizzato nei Paesi europei per la loro età -spiega al Corriere-.

Infatti la maggior parte dei contagi riguardano adulti che vivono in famiglie con figli piccoli. Se lasciamo la libertà al Sars-CoV-2 di replicarsi, aumenterà la capacità di dare origine a nuove varianti”. Ma c’è di più: “Al secondo posto una motivazione medica. È vero, i giovani che prendono il Covid hanno sintomi lievi eppure esistono casi di malattia grave. Dall’inizio della pandemia nel nostro centro abbiamo ricoverato 45 pazienti con sindrome infiammatoria multisistemica (Misc) che all’inizio non conoscevamo.

Questo per dire che ignoriamo le conseguenze a lungo termine della malattia“. Un precedente è quello del mobillo, spiega il professore: “Il morbillo a distanza di anni può dar luogo a una forma di encefalite molto grave”.

Vaccino Covid ai bambini, le motivazioni di Rossi

Ma le motivazioni favorevoli al vaccinare i bambini tra i 5 e gli 11 anni non finiscono qui: “I bambini entro il primo anno di vita ricevono l’esavalente che contiene sei vaccini, difterite, tetano, pertosse, epatite B, poliomielite ed haemophilus influenzae.

Per quale ragione bisognerebbe temere la puntura che ora gli proponiamo per metterli al sicuro?” chiede il professor Rossi. Ci sono alcuni dubbi, però, che frenano i genitori più timorosi, come la mancanza di sufficienti evidenze di sicurezza per l’uso pediatrico del siero anti-covid. Ma Rossi ribatte: “Con questo ragionamento un genitore non dovrebbe dare farmaci ai suoi figli visto che solo il 10% viene testato sui neonati e il 50% sugli under 12″.

Vaccino Covid ai bambini, per Rossi prima ai più fragili

Come per gli adulti, anche per i bambini Rossi punta all’immunizzazione di tutte le categorie, fragili o meno. “Sono d’accordo solo sul fatto che a ricevere per primi la puntura siano i pazienti con fragilità e magari per loro bisognerebbe seguire uno schema di immunizzazione diverso -spiega l’immunologo-. Come abbiamo visto nel nostro reparto dove sono ricoverati i pazienti più complessi positivi al virus, il 30% degli adolescenti non hanno sviluppato una risposta anticorpale dopo le due dosi“. C’è poi chi ha anche ipotizzato un’immunizzazione della fascia 5-11 anni con il siero antinfluenzale. Rossi dice la sua: “Sono importanti ambedue, antinfluenzale e anti-Covid. Con la differenza che l’influenza la conosciamo in tutte le sue conseguenze, invece del Covid dobbiamo ancora scoprire moltissimo“.

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