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Vaiolo delle scimmie: perché si chiama così?

Il "poxivirus" che venne isolato nei roditori ma conosciuto nei laboratori in cui si usavano i primati: vaiolo delle scimmie, perché si chiama così

Perché il "Monkeypox" si chiama così

Ma perché il vaiolo delle scimmie si chiama così? La spiegazione, che potrebbe rientrare nella categoria dei “mezzi equivoci” ha due direttrici, la principale delle quali rimanda al caso un po’ paradossale per cui il nome di una malattia deriva dagli animali su cui la stessa è stata studiata invece che dagli animali che da essa sono preferenzialmente affetti dopo l’ultimo massivo salto di specie del virus accertato.

Precisazione immediata: il vaiolo delle scimmie può contagiare le medesime.

Perché “vaiolo delle scimmie”

Il problema è che è stato proprio per questo motivo che quando il virus venne isolato per la prima volta in Nigeria nel 1958 gli si diede quel nome un po’ inquietante, “Monkeypox”. Ma cosa significa il termine? Il vaiolo è un “poxivirus” e scimmia in inglese si dice ovviamente “monkey”, basta unire le due parole e viene fuori quel termine che oggi inquieta il mondo intero.

Il vaiolo delle scimmie è un virus dalla classica forma “a botticella” che ha grosse linee di similitudine e convergenza evolutiva (anche se non di evoluzione comune, secondo alcuni) con il vaiolo umano, il tremendo “variola maior” che il mondo debellò alla fine degli anni ‘70.

Animali da laboratorio ottimali

Quando nel 1958 gli studiosi scoprirono che quel virus attecchiva in particolare sui roditori, su alcune specie di scoiattoli e grossi criceti africani testarono lo stesso sugli unici animali da laboratorio che all’epoca c’erano e che presentavano affinità genetiche tali con l’uomo per ottenere con successo la mappatura: le scimmie, in particolare gli onnipresenti macachi “Rhesus” orientali.

Vero è che alcune scimmie del Sud Est asiatico risultarono infette in maniera “autonoma” già dal 1959, ma se si fosse agito con rigore oggi il vaiolo delle scimmie dovrebbe chiamarsi “vaiolo degli scoiattoli”.

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