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Vallo di Adriano, scoperte nuove lettere di soldati romani: ‘Mandateci più birra’
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Vallo di Adriano, scoperte nuove lettere di soldati romani: ‘Mandateci più birra’

Nel Vallo di Adriano, sono state scoperte lettere dei soldati romani con richieste davvero particolari, come quella in cui si chiedeva di mandare più scorte di birra.

In un fortino del Vallo di Adriano sono stati rinvenuti dei documenti scritti su tavolette di legno. I documenti ritrovati rappresentano le testimonianze di vita delle guarnigioni di Roma, incluse anche lamentele e la possibilità di andare in vacanza.

Il 22 giugno sono stati ritrovati 25 documenti su tavolette di legno. Sono stati trovati in un fortino nel Vallo di Adriano, edificato prima in una area erbosa, poi con il legno e infine con la pietra. Il periodo risale alle fasi di costruzione del muro, ovvero dal I secolo in poi.

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Il sito di Vindolanda

Chi è appassionato di storia militare romana, sicuramente conoscerà il sito di Vindolanda. Il sito di Vindolanda è considerato un sito davvero importante in quanto offre testimonianze dirette e scritte della vita dei soldati mentre si trovavano al fronte. Il ritrovamento maggiormente importante è del 1992. Un ritrovamento in cui si possono vedere tantissime lettere, quasi un centinaio. Tutti questi documenti e queste lettere includono lamentele per i piedi freddi, scorte di birra, racconti di feste, come un compleanno festeggiato nelle notti molto fredde del Northumberland, contea che si trova a nord est del Regno Unito, al confine con la Svezia.

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Le richieste di birra

Tra i documenti ritrovati, si scopre la presenza del decurione, un comandante di cavalleria Masclus, che nei documenti di 25 anni fa chiedeva scorte di birra per i suoi uomini.

I miei soldati non hanno più birra, si prega di inviarne ancora“. In uno di questi documenti, in una di queste lettere, si fa riferimento anche a una licenza, un permesso, forse la possibilità di una vacanza.

Lo stato delle lettere

Moltissime di queste lettere sono scritte usando inchiostro ormai sbiadito su legno di betulla. Una di queste lettere è di materiale diverso, in quanto è stato vergato su un doppio strato di quercia, un materiale solitamente usato per comunicazioni maggiormente importanti. Un materiale che permette di conservare meglio le tracce delle lettere. Le lettere saranno poi analizzate usando gli infrarossi per capirne la grafia, anche se molte di loro sono già state tradotte.

Le lettere e i documenti ritrovati sul sito di Vindolandia sono usati per comunicazioni importanti e messaggi ufficiali. Il tono è personale e colloquiale di questi testi. Per gli appassionati di storia, sicuramente un tuffo nel passato e un modo per non perdere le tracce di ciò che è stato.

Il ritrovamento delle tavolette

Nel 1992, Robin Birley, archeologo, scoprì nel sito di Vindolandia tantissime lettere e documenti risalenti a quel periodo.

Oggi il figlio di Birley vuole ricalcare le stesse orme del padre. “Ho sempre sperato che lì sotto ci fosse ancora qualcosa. E questa è una scoperta straordinaria”.

Il 22 giugno il sogno è diventato realtà ed è stato proprio il figlio di Birley a riscoprire e a ritrovare queste tavolette. “Una scoperta che attendevo da tanto” – dice, dopo aver festeggiato questa importante scoperta. In base agli studiosi, sono testimonianze importanti in quanto ci fanno capire “molto su come vivevano e su ciò che è successo. Ci aiuteranno a capire la vita dell’Impero e forse emergeranno nuovi nomi a cui dovremmo dare un posto nella storia della Gran Bretagna romana. Per tutti noi, dagli studiosi ai volontari che scavano, il giorno in cui abbiamo alzato “al cielo” le prime tavolette ritrovate sarà un momento che ricorderemo per sempre”.

Le lettere sono state ritrovate in buono stato grazie al clima dell’area che è riuscito a conservarle in modo unico.

Ora sarà compito degli esperti decifrarle e capire cosa vi sia scritto. Ci vorrà un lavoro di mesi, ma gli esperti sono pronti per capire e tradurre i vari documenti.

© Riproduzione riservata

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Simona Bernini 10494 Articoli
Amo leggere, il tè e Parigi è la mia casa da sempre e per sempre.