×

Vanessa Scialfa, la lettera d’addio dell’ex: Sorridi come hai sempre fatto perchè un giorno

default featured image 3 1200x900 768x576

vanessa scialfa 645

Vanessa Scialfa ha avuto una sola colpa: amare un assassino, il suo assassino. La povera ragazza è stata uccisa da chi avrebbe dovuto amarla. Un uomo (che fatica usare questa parola in casi del genere), Francesco Lo Presti, che non ha esitato a uccidere una donna, come nelle più arretrate delle comunità tribali dalle quali, a torto, spesso ci sentiamo lontani anni luce. Invece, non c’è bisogno di andare tra le sperdute montagne afghane per riscontrare casi di donne oggetto alla mercé di “uomini padroni” e neanche tra le quattro mura domestiche di cittadini extracomunitari.

Gli stessi squallidi assurdi casi si riscontrano, in misura più o meno uguale, tra noi italiani. Non è una questione di provenienza geografica o di religione. Si tratta piuttosto di un virus delle società patriarcali, duro da estirpare. Siamo ancora lontani dal definire, la nostra, una società “paritaria tra i generi”. Condizione che dovrebbe, invece, aver preso da tempo piede e sostituirsi al concetto di società patriarcale. É l’omicidio della porta accanto e non parliamo di raptus.

Se Lo Presti ha ucciso Vanessa l’ha fatto perché lui appartiene alla specie degli “uomini padroni”. Non la follia ma la pretesa di possedere materialmente la donna. Un modello gerarchico piramidale, quello cui fa riferimento Lo Presti, nel quale la donna si trova al di sotto dell’uomo, in tutto e per tutto. Un modello valoriale dove, l’obbedienza e la sottomissione della donna sono principi sacri; trasgredirli implica una punizione. Così Lo Presti e quelli come lui si ergono a giudici e esecutori della condanna. Concludo, infine, con uno stralcio della lettera scritta dal precedente fidanzato di Vanessa e riportata dal quotidiano Leggo: “Ho vissuto ogni giorno con la paura che potesse capitare qualcosa, che qualcuno ti potesse portare via da me. Con la mia stupida gelosia forse ti ho perso, ma ti assicuro che l’ho fatto solo per te per proteggerti per non permettere a nessuno di farti del male. Mi manchi tanto. Ne abbiamo combinate tante assieme, belle e brutte, abbiamo sorriso e pianto ma pur sempre insieme. Che questo viaggio sia per te una nuova avventura. Sorridi come hai sempre fatto perchè un giorno ci rivedremo. Sei diventata l’angelo di tutti noi, sei entrata nel cuore delle persone che ti vogliono bene, sei l’angelo piu bello»

Vincenzo Borriello

2 Commenti
più vecchi
più recenti
Inline Feedbacks
View all comments
Antonietta Sgreccia
1 Maggio 2012 12:19

"Un giorno ci rivedremo"? Spero, per lei di no, che tu vada nel girone più sperduto dell'inferno, brutto infame, hai la faccia come il culo!!!

Jean Giancarlo Galletti
1 Maggio 2012 12:55

Il male peggiore del mondo non è l'AIDS, bensì è l'ignoranza e in Italia ne siamo appestati.Essendo padre di una femminuccia notizie simili mi fanno gelare il sangue nelle vene, giustappunto qualche anno fa scrissi un agghiacciante romanzo in materia.Ovviamente non sono cattolico, non credo a paradisi o inferni di sorta, ma credo in una giusta e duratura punizione, che in questo caso non avverrà. Per "punizione" intendo che è troppo comodo rinchiudere in un "albergo statale" a spese nostre questo "ABORTO", alquanto diverso sarebbe invece far si che egli stesso si paghi la sua condanna Ad Vitam. Mi spiace,… Leggi il resto »

Leggi anche

Contents.media
Ultima ora