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Varese, due ragazze violentate in treno: “Nessuno ci ha aiutate”

Violentate due ragazze di 20 anni sul treno regionale che collega Milano e Varese. I due colpevoli sono un 21enne italiano e un 27enne marocchino

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Ennesimo caso di violenza: questa volta le vittime sono due ragazze appena ventenni, che hanno cercato di richiamare l’attenzione dei passanti senza successo.

Varese, due ragazze violentate: il primo racconto

È successo tutto nella serata di venerdì 3 dicembre, a bordo del treno regionale che collega le città di Varese e Milano.

«Ho provato ad avvicinarmi alla porta, ma quello mi stava sempre vicino. Credevo che avrei potuto attirare l’attenzione dei passanti e ricordavo che alla fermata precedente avevo visto il controllore».

Questo è il racconto della prima ragazza, di 21 anni, che ha denunciato l’accaduto. Una volta arrivata nella stazione di Venegono Inferiore, sperava di riuscire ad attirare l’attenzione di qualche passante, ma nessuno ha risposto al suo grido di aiuto.

Varese, due ragazze violentate: la seconda testimonianza

Nella stazione successiva, ubicata a Vedano Olona, gli aggressori hanno individuato la seconda vittima. Anche in questo caso si tratta di una giovane donna, di appena 20 anni, che ha ricordato così il terribile evento:

«Mi sono aggrappata alla porta, nel tentativo di riuscire a fuggire, e ho cercato di aprirla, urlando. Sono riuscita ad aprire sufficientemente il battente della porta, quando abbiamo notato un uomo che stava arrivando verso la stazione. Il ragazzo, visto l’uomo, si è staccato e ho pensato di allontanarmi. A quell’uomo non è importato nulla di quello che accadeva, anche se urlavo».

Varese, due ragazze violentate: i colpevoli

Le due povere ragazze hanno subito denunciato l’accaduto al 112. I due aggressori sono stati identificati e arrestati grazie alle testimonianze. Si tratta di Fusi Mantegazza – italiano di 21 anni – e di Elayar – marocchino irregolare di 27 anni. I due aguzzini avrebbero sfruttato la sosta effetuata dal treno in una stazione di scalo per riuscire a scappare, salvo poi essere arrestati dopo la denuncia delle vittime.

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