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Variante Delta, 85 casi in Veneto: preoccupano soprattutto i giovani di ritorno dalle vacanze

In Veneto sono stati scoperti 85 casi di variante Delta del Covid. A preoccupare sono i giovani che tornano dalle vacanze.

Luca Zaia

In Veneto sono stati scoperti 85 casi di variante Delta del Covid, come dichiarato da Francesca Russo, direttrice della direzione prevenzione della Regione Veneto. A preoccupare sono i giovani che tornano dalle vacanze.

Variante Delta in Veneto: aumentano i casi

La variante Delta del Covid si sta diffondendo sempre di più anche in Veneto, con un significativo aumento dei casi. Nell’arco dell’ultima settimana sono stati scoperti 85 casi di variante Delta. A riportare il dato Francesca Russo, direttrice della direzione prevenzione della Regione Veneto, che ha spiegato che la Regione sta effettuando il sequenziamento di tutti i tamponi positivi per riuscire ad avere dei dati certi. Al momento sono stati isolati 81 casi di variante Delta, più altri quattro di una variante molto simile alla Delta, appartenente alla stessa famiglia.

Ci sono anche 52 casi di variante inglese e 12 di variante brasiliana.

Variante Delta in Veneto: no a nuove restrizioni

La variante Delta continua a diffondersi in Veneto e non è l’unica variante presente nella regione. Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, durante la presentazione dei dati nella sede della Protezione civile regionale, ha spiegato che, a causa della variante Delta, “oggi ci si infetta con più velocità, ma si rischia di meno di essere ricoverati in ospedale“.

Per questo non ci saranno nuove restrizioni, almeno per il momento. Secondo i dati in possesso dalla Regione, è emerso che i casi positivi si registrano soprattutto tra i ragazzi di 22 e 23 anni in Veneto. Si tratta solitamente di ragazzi che viaggiano, che sono tornati dalle vacanze o che hanno frequentato delle feste. In aumento anche il contagio nella fascia d’età 15-24.

Variante Delta in Veneto: i dati

Nelle ultime 24 ore i casi in Veneto sono stati 254. Si tratta del dato peggiore dal mese di maggio, con un’incidenza dello 0,97%. Zaia ha voluto precisare che i positivi “sono tutti asintomatici”. Se il numero dovesse continuare a crescere “si rischia di chiudere un paese in quarantena“. Per questo consiglia di avere prudenza. Con pochi ricoveri, in ogni caso, non ci saranno nuove restrizioni. “Di fronte ad un aumento del numero di casi asintomatici che è il fenomeno di questi giorni non possiamo pensare a misure di sanità pubblica come quando le strutture ospedaliere erano al collasso” ha spiegato Zaia. Ad oggi nella Regione ci sono 249 ricoverati e 16 pazienti in terapia intensiva.

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