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Variante egiziana in Lombardia, lo studio: “Un’unica vittima ma serve stretto monitoraggio”

Uno studio sulla rara variante egiziana in Lombardia consiglia di tenere la diffusione della mutazione del Covid sotto monitoraggio.

variante egiziana lombardia

Uno studio effettuato sulla variante egiziana in Lombardia, identificata per la prima volta mesi fa, raccomanda “uno stretto monitoraggio sulla sua diffusione e possibilmente l’inclusione nella lista delle varianti di interesse“. Si tratta di una mutazione che per il momento ha causato soltanto una vittima, una donna di 79 anni ospite di una casa di cura.

Variante egiziana in Lombardia

Dopo il decesso dell’anziana, gli scienziati hanno analizzato i risultati del sequenziamento del virus rilevato nel suo campione biologico rilevando una variante di fatto sconosciuta. In quel momento infatti la mutazione egiziana era stata rilevata soltanto in un turista thailandese arrivato a Bangkok il 31 gennaio dopo un viaggio in Egitto.

Nei mesi successivi sono emerse molte altre identificazioni della stessa variante (lignaggio C.36.3) che da allora ha mostrato un costante incremento nella diffusione, anche se l’incidenza a livello globale è ancora bassa.

Per questo risulta ancora inserita nella lista delle mutazioni “sotto monitoraggio”, il terzo livello di attenzione sotto quelle che hanno già dimostrato maggiore trasmissibilità e un impatto sull’andamento dell’epidemia (VOC), o quelle che lasciano intravedere rischi analoghi ma per le quali non esistono ancora evidenze scientifiche certe (VOI).

Variante egiziana in Lombardia: “Da tenere sotto monitoraggio”

Un recente studio elaborato da ricercatori del San Raffaele e dell’Asst Sette Laghi, in collaborazione con le università dell’Insubria e di Parma invita però a monitorare la diffusione della variante egiziana e ad inserirla possibilmente nelle VOI.

L’ultimo report dell’Iss, datato 20 agosto rileva infatti che negli ultimi 45 giorni quella variante è stata identificata in 29 casi.

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