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Variante indiana, l’allerta di Massimo Galli: “Non avremo un’estate tranquilla, ma serve cautela”

"Sarà un'estate difficile. I fragili facciano subito la quarta dose", avverte il professor Massimo Galli. Preoccupa la diffusione della variante indiana.

variante indiana Galli

Preoccupa la brusca impennata dei contagi da Covid, complice la rapidissima diffusione della variante Omicron 5. Ora a fare paura è la variante indiana, sulla quale Bassetti ha già lanciato un allarme. Non solo: a parlare della variante indiana è anche Massimo Galli, che ribadisce: “Serve cautela”.

Variante indiana, le parole del professor Galli

Massimo Galli, già direttore del reparto malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, si aspettava l’ondata estiva e commenta: Quella che vediamo è solo la punta dell’iceberg. I numeri dei contagi sono molto più alti di quelli ufficiali perché tante persone fanno il tampone a casa e non denunciano di essersi infettate. Senza contare gli asintomatici, che con questa variante sono tantissimi”.

Poi ha precisato: “Dobbiamo considerare due cose. Anzitutto non è la prima volta che in estate ci sono importanti epidemie da virus respiratori“. Infatti, ha ricordato: “In passato alcune sono iniziate con un clima mite: la spagnola è cominciata in primavera, l’asiatica è arrivata a Napoli ad agosto, anche l’influenza pandemica del 2009 è arrivata verso la fine dell’estate e ha avuto il picco in ottobre. Non è questione di temperature, ma di trovarsi in tanti al chiuso e di maggiore contagiosità del virus”.

Non solo: L’anno scorso Delta è arrivata in ritardo in Italia e questo ha evitato che potessimo avere un’estate “calda” sul fronte dei contagi. In compenso quest’anno abbiamo il vantaggio di avere un numero molto alto di “trivaccinati”. Questo fa sì che la nostra capacità difensiva sia di gran lunga superiore nei confronti delle varianti e minore sia la probabilità di finire in ospedale. Anche se, con tanta gente che si infetta, è scontato che aumenti il numero assoluto di chi viene ricoverato.

Ma dal punto di vista percentuale il numero è di gran lunga inferiore rispetto a quanto avveniva in passato.

La variante indiana preoccupa gli esperti, perché considerata più contagiosa e capace di sfuggire all’efficacia dei vaccini. Inoltre, presenta 8 mutazioni. “Anche Omicron 5, e prima ancora la 2, presentavano un elevato numero di mutazioni e anche allora era stata espressa la preoccupazione che potessero “bucare” la protezione offerta dai vaccini. Poi abbiamo visto che così non è stato rispetto alle forme più gravi dell’infezione. Non mi sembra che allo stato attuale dei fatti e della conoscenza della nuova variante BA.2.75 ci debba essere un allarme significativo per quanto attiene alla capacità del vaccino di continuare a difendere sul versante dei casi gravi dell’infezione. Occorre cautela prima di far passare messaggi allarmistici. Certo, resta fondamentale continuare a monitorare le variazioni del virus e seguirne le evoluzioni per evitare di trovarsi impreparati, ha spiegato Galli.

Il medico milanese ha anche ribadito l’importanza del vaccino anti-Covid, dichiarando: “Non avremo un’estate tranquilla, quindi chi ha condizioni di fragilità deve fare subito la quarta dose, anche perché abbiamo visto come il vaccino anti-Covid, seppure non sia in grado di evitare l’infezione, soprattutto con queste varianti molto contagiose, riesca a evitare comunque i casi gravi. Inoltre, in autunno non avremo un vaccino polivalente vero ma, secondo quanto è previsto, dovrebbe arrivare un siero impostato su Omicron 1, che dovrebbe fornire una copertura migliore rispetto alla possibilità di infettarsi con le altre varianti e sottovarianti del filone aperto da Omicron. Non sappiamo ancora quanto maggiormente ci proteggerà sotto l’aspetto immunitario e quindi di difesa dall’infezione in quanto tale, non solo dalle forme gravi. La speranza, piuttosto, è che arrivi un numero sufficiente di dosi”.

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