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Variante Omicron in Italia, Iss: “Non ci sono evidenze che causi una malattia più grave”

Variante Omicron, aumentano i casi anche in Italia ma l'Iss tranquillizza: "Non ci sono evidenze che causi una malattia più grave"

analisi omicron italia

L’Iss sta analizzando i campioni della variante Omicron per cercare di coniscere le nuove mutazioni e le diverse sintomatologie che potrebbe portare agli infetti.

Variante Omicron Italia, nessuna sintomatologia particolare

L’IssIstituto Superiore per la Sanità – ha parlato delle recenti analisi effettuate sulla variante B.1.1.529, nota come Omicron:

«Non ci sono ancora evidenze che l’infezione con Omicron causi una malattia più grave rispetto alle altre varianti. I dati preliminari suggeriscono che ci sia un tasso maggiore di ricoveri in Sudafrica, ma questo potrebbe essere dovuto all’aumento complessivo delle persone infette piuttosto che alla specifica infezione con Omicron. Al momento non ci sono informazioni che suggeriscano che i sintomi specifici associati a questa variante siano diversi da quelli dovuti alle altre».

Variante Omicron Italia, i primi casi

Fino ad ora non si sono registrati casi di malattia grave dovuta ad Omicron, ma l’istituto consiglia massima cautela per via dell’ancora scarsa diffusione della variante, che ha colpito per lo più soggetti con un sistema immunitario solido:

«I casi iniziali di infezione riguardano studenti universitari, persone giovani che tendono ad avere una malattia più lieve, ma per capire il livello di gravità dell’infezione causata da Omicron servirà più tempo (da alcuni giorni ad alcune settimane). Comunque si ricorda che tutte le varianti del Covid-19, inclusa la Delta che rimane al momento la variante dominante a livello globale, possono causare malattia grave o morte, in particolare nelle persone più vulnerabili, e la prevenzione rimane fondamentale».

Variante Omicron Italia, i consigli per la prevenzione

Tramite il proprio sito web, l’Iss ha elencato una serie di raccomandazioni e msiure di prevenzione per tenersi al sicuro dal virus e dalla nuova variante sudafricana:

«Le strategie per ridurre la diffusione del virus Sars-CoV-2, oltre alla vaccinazione, rimangono le stesse: mantenere una distanza di almeno un metro dagli altri, indossare la mascherina con particolare attenzione specie negli ambienti chiusi o affollati, tossire o starnutire nel gomito o in un fazzoletto, frequente igiene delle mani, garantire una adeguata ventilazione degli ambienti chiusi».

Il vaccino rimane comunque l‘arma fondamentale per la lotta al virus e alle sue varianti, per questo l’istituto esorta tutti a farsi somministrare la dose booster o ad iniziare il ciclo vaccinale per coloro che non l’avessero ancora fatto:

«Se si è eleggibili a ricevere una dose booster, la raccomandazione è di prenotarla, mentre se non si è ancora vaccinati, è di prenotare l’appuntamento. Raggiungere i più alti tassi possibili di vaccinazione rimane la strategia chiave per ridurre il rischio di trasmissione di Covid-19 e picchi significativi nei casi, oltre che per ridurre la probabilità che emergano nuove varianti».

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