Vasco Rossi: le 10 canzoni più belle scritte per le donne
Vasco Rossi: le 10 canzoni più belle scritte per le donne
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Vasco Rossi: le 10 canzoni più belle scritte per le donne

vasco rossi
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Vasco Rossi è il cantautore italiano più noto e controverso: innegabile è la sua capacità di scrivere canzoni forti, come quelle dedicate alle donne

Vasco Rossi ha vissuto davvero una vita spericolata e, come tutti probabilmente sanno, ha amato molte donne. Il suo amore per loro ha reso indimenticabili anche le sue canzoni: ecco le più belle dedicate all’universo femminile.

Il 7 febbraio 1952 nasceva a Zocca quello che sarebbe diventato probabilmente il più grande rocker italiano di tutti i tempi. Vasco è stato ed è il più folle e il più amato, ma anche il più discusso tra i cantanti nazionali: tanti sono gli aggettivi che riconducono a un solo artista. Il cantante di Vita spericolata, che nel 1983 lasciò tutti di sasso a Sanremo, è stato anche in grado di comporre canzoni dal tono struggente, spesso ispirate a figure femminili. Le donne di Vasco, almeno in musica, ma si dice che anche nella vita reale, sono moltissime. Ognuna di loro è resa vivide e reale dalla sua voce e dal fascino del testo che accompagna la melodia.

Alba chiara

“Respiri piano per non far rumore, ti addormenti di sera e ti risvegli col sole […] Qualche volta fai pensieri strani, con una mano ti sfiori, tu sola dentro la stanza e tutto il mondo fuori!”.

Alba chiara racconta la storia di una ragazzina del paese di Vasco, con la quale non ebbe una storia. Alba era infatti molto piccola, ma osservarla ispirò a Vasco i versi di questa canzone immortale. Quando anni dopo Vasco confidò alla diretta interessata di essere lei la musa di quelle parole, leggenda narra che lei scappò via in preda all’imbarazzo. Sempre a lei è dedicata l’altrettanto splendida Una canzone per te.

Gabri

“Adesso ascoltami, non voglio perderti, però non voglio neanche illuderti […] Domani sarà tardi per rimpiangere la realtà… è meglio viverla…è meglio viverla!” Maria Gabriella Sturani è la giovane donna che ispirò le strofe di un brano ormai storico. all’epoca della storia con Vasco Maria era minorenne, ma aveva solo belle parole per lui. Quando si conobbero a Rimini, Gabri aveva solo 13 anni. La loro storia iniziò solo due anni dopo, nell’estate del 1985, quando Gabriella aveva 15 anni. Dalla bella storia d’amore è nato Lorenzo, riconosciuto da Vasco solo tra il 2003 e il 2004.

Sally

“Perché la vita è un brivido che vola via, è tutto un equilibrio sopra la follia […] Forse la vita non è stata tutta persa, forse qualcosa s’è salvato! Forse davvero non è stato poi tutto sbagliato!” La splendida Sally non ha una destinataria precisa. Si tratta forse di una donna che Vasco avrebbe realmente conosciuto? Oppure è l’alter ego di Vasco stesso? La seconda pare essere la tesi più accreditata.

Laura

“E Laura aspetta un figlio per Natale ed è sicura che ci sarà neve […] E Laura aspetta un figlio per errore, però lei dice che si chiama amore. In ogni caso poi la gente…sai che cosa vuole?! In fondo vuole Natale con la neve”. Laura è Laura Schmidt, che ha conosciuto Vasco a soli 17 anni e dal 1988 è rimasta al suo fianco fino al matrimonio nel 2012 dopo un fidanzamento davvero molto lungo. Vasco e Laura si conobbero un estate al mare e il loro amore ha portato alla nascita del figlio Luca, l’unico dei figli di Vasco a vivere con lui

Anima fragile

“E ora tu chissà dove sei… avrai trovato amore, o come me cerchi soltanto le avventure perchè non vuoi più piangere […] e la vita continua anche senza di noi che siamo lontani ormai da tutte quelle situazioni che ci univano”. A un primo ascolto è facile pensare che la musa di questa canzone struggente e bellissima sia una donna. In realtà sarà Vasco stesso a spiegare che il brano era dedicato al padre Carlo, scomparso il 31 ottobre del 1979 a causa di un infarto.

Delusa

“Ti vesti sempre così… anche in casa? Perché di spettatori lì non ce n’è?! […] Papà è geloso e così, non ti lascia uscire. Però in televisione sì, chissà perché!”. Così cantava Vasco Rossi in Delusa del 1993. Il singolo era contenuto nel fortunato album Gli spari sopra, dedicato al mondo di “Non è la Rai”. Il noto programma di Gianni Boncompagni sconvolse l’opinione pubblica negli anni novanta proprio per le ragazzine che ballavano ammicanti in fascia pomeridiana, turbando più di un animo maschile. Il programma rispose con una contro-canzone intitolata Affatto deluse.

Jenny è pazza

“Io che l’ho vista piangere di gioia e ridere che più di lei la vita credo mai nessuno amò, io non vi credo, lasciatela stare!”. Molto simile a Sally, anche Jenny racconta di donne particolari, con un vissuto intenso. Molti dicono che il brano racconti di come si sentisse Vasco ai tempi dell’università, affrontando temi come l’esaurimento nervoso, l’ansia, gli attacchi di panico e la depressione. Più che dedicata a una donna, anche Jenny si presume possa essere l’alter ego di Vasco.

Brava Giulia

“Voglio vivere come te, voglio vivere come se, come se tutto il mondo fosse…fosse fuori! […] e brava Giulia…e brava Giulia, prenditi la vita che vuoi!” Vasco stesso ha dichiarato: “Era un periodo in cui leggevo sempre delle scritte sui muri. “Luisa ti amo” e cose del genere. Allora è nata Brava Giulia”. La frase “scrivilo sui muri” era diretta ai critici che tacciano le sue canzoni paragonandole ai graffiti sui muri cittadini.

La strega

“Lei è molto sicura di essere sempre la prima ed è molto nervosa propio come una diva. C’è chi dice è una strega tanto lei se ne frega. Ai giudizi degli altri non fa neanche una piega. Fa l’amore per gioco e le piace anche poco”. La canzone è dedicata a sua zia Edwige di Bologna, città dove Vasco visse nel 1968 dopo essere scappato dall’istituto salesiano.

Brava

“Quasi per caso hai deciso poi di commettere un piccolo peccato. E quando sei riuscita a farmi cadere con la tua logica di calze nere ti sei voluta prender gioco di me, ti sei voluta divertire”. Anche se molti ipotizzano che il brano sia stato scritto per Barbara d’Urso dopo un ipotetico flirt giovanile tra i due, la canzone-vendetta è invece stata scritta per una delle poche donne che pare abbia fatto soffrire Rossi, ovvero Paola Panzacchi. Non è l’unica canzone che vede Paola come musa. Dedicati a lei, infatti, sono almeno altri due brani: Io no e Incredibile romantica.

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