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Vendola dice al Pd che con il terzo polo non si sconfigge Berlusconi

Dopo le ultime vicende politiche che hanno portato malumori in casa del Partito Democratico con il richiamo a cambiare marcia da parte di Veltroni che ha criticato aspramente il segretario del partito Bersani, dei prodiani che hanno dato l’ultimatum in quanto non si rivedono più nello statuto del Partito Demoanche, anche il leader di Sel Nichi Vendola ha voluto attaccare l’intero staff del Partito Democratico, che a detta del governatore della Puglia così facendo sta agevolando Berlusconi in quanto con l’alleanza con il terzo polo non porterà a nulla di nuovo per il paese, ma lascierà al cavaliere la ribalta della scena politica italiana. Quindi se Pier Luigi Bersani vuole riflettere su tutte le critiche che stanno piovendo sul partito è ancora in tempo per Nichi Vendola e mettendo insieme una politica costruttiva alle prossime elezioni si potrebbe battere il cavaliere e tutto il centro destra.

Quindi il segretario di Sel ha rilasciato alcune dichiarazioni in una intervista ai Tg della rai affermando: Chi fa nella maggioranza ”il poligono di tiro, il cecchinaggio, il killeraggio nei confronti dell’avversario di turno non puo’ essere, con buona pace di Enrico Letta, un interlocutore per governi di responsabilita’ nazionale. La responsabilita’ nazionale e’ denunciare l’ingiustizia e cominciare a costruire le condizioni per l’alternativa”. Lo dichiara Nichi Vendola, governatore della Puglia e leader di Sel in un’intervista al Tg3, ribadendo la sua idea rispetto ad un’alleanza con il terzo polo ipotizzata dal Pd.
”Dobbiamo occuparci del profilo sociale dell’Italia – dice convinto Vendola – Abbiamo sentito cosa si prepara per le famiglie italiane nel 2011, lacrime e sangue che sono state progressivamente decise e anche occultate”.
”Siamo di fronte a un’Italia che sta precipitando in una condizione di poverta’, siamo alle prese con una prospettiva dei declino.

L’opposizione – conclude – deve innanzitutto aprire il cantiere dell’alternativa a Berlusconi e al berlusconismo”.

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