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Veneto, lo studio: i bambini guariti dal Covid sviluppano più anticorpi degli adulti

I bambini guariti dal Covid sviluppano molti più anticorpi rispetto agli adulti. I risultati di una ricerca in Veneto.

Studio Medico

Uno studio condotto dall’Università di Padova e dall’Isituto Zooprofilattico ha svelato che i bambini guariti dal Covid sviluppano molti più anticorpi rispetto agli adulti. I risultati di questa ricerca potrebbero sciogliere il dubbio della vaccinazione per i bambini sotto i 12 anni. 

Bambini guariti dal Covid: più anticorpi rispetto agli adulti

Il dubbio sull’opportunità di vaccinare anche i bambini sotto i 12 anni è forte, soprattutto dopo la decisione della Germania, ma è stato effettuato uno studio che potrebbe dare delle risposte. La ricerca è stata effettuata dai ricercatori dell’Università di Padova e dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, in collaborazione con l’Azienda ospedaliera della città del Santo, la Fondazione Penta onlus e il Bambin Gesù di Roma. Sono riusciti a dimostrare che i bambini asintomatici o colpiti da forme lievi di Covid sviluppano molti più anticorpi rispetto agli adulti, per una durata maggiore.

Lo studio, che è stato pubblicato sulla rivista Pediatrics, ha coinvolto 57 famiglie venete su 300 seguite dall’ambulatorio dedicato al follow up. Hanno scoperto che nella fascia d’età 0/6 gli anticorpi sono 7-8 volte maggiori rispetto agli adulti, e della durata di 9 mesi. Il tutto fino a 7-8 mesi dall’infezione. 

Bambini guariti dal Covid: la ricerca

Gli anticorpi sono stati valutati con un test sperimentale sofisticato messo a punto dai ricercatori dello Zooprofilattico e può essere effettuato solo in laboratori di livello 3, dove lavorano con il virus vivo.

Lo studio è nato nell’ambito del programma sviluppato dal nostro ambulatorio sul follow up, che segue nel tempo bambini e genitori colpiti dal Covid-19 per appurarne la risposta immunitaria ed eventuali conseguenze nel tempo, come la spossatezza indotta dal long Covid. I bimbi contraggono l’infezione in maniera più lieve dei grandi, di solito sono asintomatici o avvertono sintomi non gravi. Pochi si ammalano, quindi possono essere curati a casa o sul territorio dai pediatri, con i quali infatti collaboriamo.

Soprattutto all’inizio della pandemia abbiamo trovato spesso bambini risultati negativi al tampone, nonostante i genitori si fossero contagiati, che però avevano gli anticorpi neutralizzanti. Segno che avevano contratto l’infezione e probabilmente erano stati proprio loro a portarla in casa. I più piccoli possono essere colpiti più frequentemente dal virus e trasmetterlo. Più il virus si trasmette più si sviluppano le varianti: riuscire a ridurne la circolazione nei bambini significa diminuire la selezione delle mutazioni e frenarne la diffusione nella popolazione generale” ha spiegato il professor Carlo Giaquinto, responsabile dell’Unità di Infettivologia pediatrica dell’Università di Padova. 

Bambini guariti dal Covid: rischi minori

Alcuni studi clinici hanno dimostrato che la presenza di alti livelli di anticorpi diminuisce notevolmente le probabilità di infettarsi di nuovo. “Per questi motivi e per il fatto che una risposta anticorpale più potente e duratura da sola non è comunque sufficiente a garantire una protezione piena, sono un forte sostenitore della vaccinazione degli under 12. Anche perché uno dei problemi più gravi legati alla pandemia è che i bimbi non siano più potuti andare a scuola per lungo tempo, con gravi ricadute neuropsichiatriche. Quanto al rapporto rischi-benefici dell’anti-Covid, i bimbi hanno minore probabilità di ammalarsi gravemente, ma il pericolo c’è, e supera eventuali effetti collaterali” ha spiegato il professore. “É atteso il pronunciamento dell’Ema, l’Agenzia europea del Farmaco, in merito a sicurezza ed efficacia degli attuali vaccini nella fascia 2-5 e 6-11 anni. I nostri dati saranno di fondamentale importanza per definire modalità e tempi dell’immunizzazione di popolazioni pediatriche precedentemente esposte al virus. E poi il Green Pass oggi ha una validità di 6 mesi per tutti i soggetti non vaccinati e guariti, indipendentemente dall’età. La nostra ricerca pone le basi per la possibile estensione della validità del certificato per i bimbi sotto i 6 anni” ha aggiunto il professor Francesco Bonfante, virologo dell’IZV e coautore della pubblicazione. 

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