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Ventenne fatta ubriacare dal fidanzato e poi stuprata dagli amici

Ventenne vittima del fidanzato, che dopo essere stata fatta ubriacare è stata “venduta” a due marocchini ed in seguito brutalmente violentata dal gruppo.

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Ventenne raggirata dal proprio fidanzato, il quale prima ha fatto ubriacare la ragazza, e poi dopo averla portata in una zona dismessa, l’ha violentata con due marocchini.

Ha davvero dell’incredibile la vicenda che vede suo malgrado protagonista una ragazza ventenne ed il suo “fidanzato”.

Una vicenda terribile che riporta in prima pagina la sicurezza delle nostre città, specie per le donne.

Il tutto avviene vicino Crema, e dunque nella provincia di Cremona, più precisamente in un capannone abbandonato in quella zona. Ambiente squallido nella quale la giovane è rimasta vittima della brutalità di un gruppo di uomini senza scrupoli.

Dapprima il fidanzato ha fatto bere la ragazza, e poi, una volta nel capannone, in presenza di due marocchini, i tre hanno abusato ripetutamente di lei, in un turbinio di follia e violenza.

Fortunatamente la ragazza ventenne ha denunciato il tutto alle forze dell’ordine, che proprio a partire dal suo dettagliato racconto, hanno avviato le indagini del caso, che hanno dato velocemente i frutti sperati.

Dopo aver acquisito la testimonianza della povera giovane, gli uomini del Commissariato si sono subito messi alla ricerca dei tre violentatori, e con un’azione lampo sono riusciti ad assicurare alla galera tutti e tre gli autori del gravissimo atto.

Il fidanzato, un uomo di circa 36 anni, è un pregiudicato con dimora presso un paese del Cremasco. Sui due marocchini, che pure hanno partecipato alle violenze sulla ragazza ventenne, si sa che il primo ha circa 52 anni, e non risultano a suo carico precedenti penali.

L’altro marocchino, invece, che pure ha agito in modo violento sulla giovane, ha 48 anni, e nel suo caso ci sono precedenti penali. Tanto il primo, quanto il secondo straniero risultano presenti nel territorio italiano senza una dimora. Molto probabile che “vivessero” nel luogo dove sono avvenuti i fatti.

A dare comunicazione di tutto l’accaduto, sono state le stesse forze dell’ordine alle quali la ventenne si è rivolta dopo aver subito la violenza del gruppo. Gli inquirenti interessati del caso, hanno dichiarato che proprio il racconto particolarmente lucido e dettagliato della vittima, ha permesso la rapida cattura dei tre.

Sembrerebbe che i due marocchini al momento della cattura, si preparassero a lasciare la zona, probabilmente coscienti che il grave episodio avrebbe di certo portato alla loro cattura.

La giovane ragazza ventenne, inoltre, grazie all’aiuto di un amico, si era fatta visitare presso una struttura sanitaria della zona, nella quale gli operatori avevano riscontrato e dunque certificato, i chiari segni di una violenza sessuale.

Questo elemento ovviamente, ha reso gli agenti più certi del loro operato, e dunque braccato senza indugi i tre uomini. Da principio su di loro sono stati emanati dei “fermi”, che il Gip interessato del caso ha rapidamente tradotto in arresti.

Una storia di violenza che tuttavia pare non rimarrà impunita. Una storia che tuttavia si aggiunge alle tante che ogni giorno occupano molte pagine dei giornali e servizi televisivi.

Una scia di vittime sempre più lunga che lascia sconcertati, episodi che spesso sono il risultato dell’azione di menti malate, che sostituiscono al concetto di forza del diritto, quella del diritto della forza.

Anche per questo motivo sono sempre più frequenti le manifestazioni di associazioni a difesa della donna, sia in casi così estremi, sia quando si parla di violenza su donne o minori in ambienti domestici, che a differenza di quanto si sia portati a pensare, sono spesso i luoghi dove una donna subisce violenza.


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