Verdi-Napoli si fa dopo 6 mesi: ecco dove può giocare
Verdi-Napoli si fa dopo 6 mesi: ecco dove può giocare
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Verdi-Napoli si fa dopo 6 mesi: ecco dove può giocare

Verdi al Napoli
Verdi al Napoli

Dopo il rifiuto di gennaio, l'esterno ha accettato l'offerta dei partenopei. Ecco in che ruoli potrà giocare con Ancelotti.

Il rifiuto di Simone Verdi a gennaio 2018 alla proposta del Napoli aveva fatto molto discutere. A distanza di sei mesi, il giocatore del Bologna ha però cancellato ogni polemica annunciando di fatto il suo trasferimento ai partenopei e di aver già parlato con il nuovo allenatore Carlo Ancelotti. “Non è stato un no a Sarri, ma un sì alla città di Bologna”, ha spiegato l’esterno italiano, che ora arricchirà un attacco che conta già diverse opzioni simili sotto il profilo tecnico e tattico. Vediamo dunque dove giocherebbe e che spazio potrebbe trovare Verdi nel nuovo Napoli targato Ancelotti.

Verdi, sì al Napoli dopo sei mesi

È difficile resistere alle sirene di una grande squadra come atto di ringraziamento verso chi ti ha cresciuto e aiutato a migliorare, ma Simone Verdi ce l’ha fatta.

Un gesto difficile da vedere nel calcio odierno, e che infatti aveva fatto molto discutere a gennaio 2018 quando il giocatore 25enne aveva rifiutato la corte del Napoli e di Maurizio Sarri, motivando così la sua decisione: “So di non aver preso un treno importante, ma ho fatto la mia scelta con grande serenità, non avevo intenzione di interrompere il mio percorso di crescita“.

Quel treno però è ripassato, sia per merito dello stesso giocatore, il cui rendimento è rimasto su ottimi livelli, sia perché il Napoli ha dimostrato di comprendere una scelta che meritava rispetto.

Dopo sei mesi, quindi, ci ha pensato lo stesso Verdi al termine di Italia-Olanda, in cui è partito titolare, ad annunciare che l’affare finalmente si farà: “Ho parlato con Insigne, lo conosco da tempo.

Sono felice sia stato lui il capitano. Ho accettato la proposta del Napoli e ho già parlato con Ancelotti. Non è stato un no a Sarri, ma un sì alla città di Bologna, che mi ha dato la fiducia dopo la retrocessione con il Carpi”.

Prima dell’inizio ufficiale del calciomercato il Napoli si è dunque assicurato il primo rinforzo per il suo reparto offensivo, dove però ci sono già lo stesso Insigne, Mertens e Callejon, alcuni per questioni tattiche, altri per aspetto tecnico, non così lontani dalle caratteristiche di Verdi. Vediamo allora come Ancelotti potrebbe far fronte a questa abbondanza.

Dove giocherà Verdi

È ancora da capire su quale modulo Ancelotti vorrà fare affidamento, anche se guardando alle sue precedenti esperienze, e alla rosa a disposizione, al netto del mercato, il 4-3-3 o il 4-2-3-1 sembrano essere le opzioni più indicate e probabili.

Il tecnico ha poi la fortuna di disporre di pedine offensive particolarmente duttili. Mentre sui ruoli di Callejon (a destra) e Milik (punta centrale) ci sono pochi dubbi, Insigne, Mertens e lo stesso Verdi potrebbero essere collocati in diverse posizioni a seconda di scelte e esigenze.

Attenzione però al calciomercato, che potrebbe cambiare le carte in tavola: Callejon, ad esempio, è stato legato a più riprese a un eventuale passaggio al Milan, o anche altrove qualora decidesse di terminare la sua esperienza di cinque anni al Napoli. In quel caso, Verdi sarebbe il suo naturale rimpiazzo, occupando il ruolo in cui ha giocato la maggior parte degli incontri nella sua stagione a Bologna, terminata con ben 10 gol.

Se lo spagnolo rimanesse invece alla corte di Ancelotti, per Verdi si aprirebbero orizzonti diversi: potrebbe essere soggetto a turnover avvicendandosi con Callejon, essere provato alle spalle di una punta (qualora il modulo preveda il trequartista), o addirittura agire in qualche occasione da falso attaccante, seguendo l’esempio di Mertens nelle ultime due stagioni. Più difficile pensare di scalzare dalla fascia sinistra Insigne, che sembrerebbe essere un punto fermo anche del nuovo Napoli. Tutto questo, ovviamente, salvo stravolgimenti del calciomercato estivo.

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Alessandro Bai
Alessandro Bai 189 Articoli
Alessandro Bai, nato nel 1991 a Milano, città che ama ma da cui non può fare a meno di spostarsi (e ritornare, sempre). Una mamma brasiliana, un anno di studi in Inghilterra e la passione per le lingue mi hanno dato l'apertura mentale che cerco di riportare nel giornalismo. Racconto di sport per fare emozionare.