Versailles, aperto al pubblico il casale di Maria Antonietta
Versailles, aperto al pubblico il casale di Maria Antonietta
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Versailles, aperto al pubblico il casale di Maria Antonietta

Il casale

Aperto al pubblico per la prima volta il casale di Maria Antonietta, all’interno del villaggio bucolico che la regina si fece costruire a Versailles.

Apre per la prima volta al pubblico il casale che la regina Maria Antonietta di Francia volle farsi costruire a due chilometri dal Palazzo di Versailles, nel parco del castello. La sovrana desiderava condurre una vita bucolica lontana dai fasti e soprattutto dagli obblighi di corte, abituare i propri figli e mostrare al popolo che anche lei, sempre più odiata, era disposta a “sporcarsi le mani” vivendo in modo simile (certamente non uguale) alla gente comune.

Eccetto la famiglia reale, mai nessuno aveva messo piede nell’edificio. Solo i restauratori, che hanno lavorato per tre anni perché fosse visitabile. A questo scopo sono stati spesi circa 370 milioni di euro.

Maria Antonietta e i figli

Periodo di costruzione e ubicazione

Il casale venne edificato tra il 1783 e il 1787, quando Maria Antonietta aveva tra i 27 e i 32 anni (era nata il 2 novembre del 1755 a Vienna, quindicesima dei sedici figli degli Imperatori Maria Teresa d’Austria e Francesco I di Lorena) all’interno di un vero e proprio villaggio di campagna (Hameau de la Reine), voluto da lei stessa attorno al Petit Trianon, un villino regalatole da Luigi XVI.

In quel luogo la regina di Francia amava vestirsi per esempio da pastora o da mungitrice e seguire lo stile di vita dei contadini secondo una moda che all’epoca aveva preso piede tra le classi sociali più elevate.

Tuttavia, se è storicamente falso che Maria Antonietta abbia pronunciato la frase “Se il popolo vuole pane, dategli delle brioches”, il volersi mostrare simile alla gente più umile del Paese, non ha potuto a salvarle la vita né tanto meno a salvare la monarchia.

Hameau de la Reine

La dichiarazione

Il sovraintendente ai lavori di restauro del casale, Jérémie Benoit, ha spiegato che gli interni sono stati riportati allo splendore originario, che non ne faceva esattamente una casa di quelle in cui viveva il popolo francese sotto la dinastia dei Borbone, oberato dal lavoro, dalle tasse e sfinito dalla fame. Anche se non si trovava al Palazzo di Versailles “l’Austriaca”, come la Maria Antonietta veniva chiamata con disprezzo, conduceva in qualche modo una vita sfarzosa e continuava a dare feste. Non era insomma riuscita a creare quell’immagine di “Regina del popolo” che aveva sperato.

A proposito del restauro dell’edificio, il responsabile ha comunque precisato che sono state adottate alcune modifiche rispetto all’originale, come l’uso di moderne lanterne elettriche.

Non è certamente difficile immaginare che l’apertura al pubblico del casale attirerà a Versailles ancora più turisti rispetto ai 7 milioni che attira ogni anno.

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