Vespa PX va in pensione: Piaggio la toglie dalla produzione
Vespa PX va in pensione: Piaggio la toglie dalla produzione
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Vespa PX va in pensione: Piaggio la toglie dalla produzione

Vespa PX

Nessun ripensamento dalla Piaggio. La storica Vespa PX non verrà più prodotta ed esce definitivamente di scena perché troppo inquinante.

Nessuna speranza che la Piaggio torni sui suoi passi e decida di rimettere in commercio la storica Vespa PX. La casa madre ha annunciato lo stop della produzione nel 2017 a causa delle nuove normative anti inquinamento “Euro 4”. Si vociferava di un restyling con un motore a 4 tempi oppure a 2 tempi “pulito”, ma dopo 40 anni sembra essere arrivato il tempo di dire addio definitivamente a questo tanto amato modello di scooter.

Piaggio: Vespa PX inquina troppo

Nessuna pubblicità da parte della Piaggio, forse perché rischierebbe di venir sommersa da lamentele e critiche. Sembra infatti ormai confermata la notizia che il produttore italiano di veicoli a due ruote voglia mandare definitivamente in pensione la Vespa PX, la cui prima apparizione risale al 1977. Dopo 40 anni e dopo aver venduto oltre 3 milioni di esemplari, la Piaggio avrebbe deciso infatti di mandare definitivamente fuori produzione questo storico e tanto amato modello. A riferirlo il magazine Motociclismo.it.

In realtà la PX era uscita di produzione già nel 2007, ma successivamente continuò ad essere venduta in tutto il mondo dal produttore indiano LML, che approfittò del fatto che i brevetti di questo modello fossero ormai scaduti.

La nuova linea indiana riscosse subito un grande successo, soprattutto perché lo scooter oltre al design italiano si arricchì dei nuovi requisiti antinquinamento Euro 3.

La Piaggio decise quindi di ripresentare la sua Vespa PX al Salone di Milano nel 2010, ed un anno dopo tornò in listino. Nel frattempo però sono subentrate le nuove normative anti inquinamento “Euro 4” nonché l’obbligo anche per i motocicli di avere l’ABS. La casa madre ha quindi nuovamente sospeso la produzione nel 2017, ma in tanti hanno sperato fino all’ultimo in un secondo ripensamento che a quanto pare non arriverà più.

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