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Hotel Eremo, il covo abbandonato degli amori clandestini

L’hotel Eremo venne costruito all'inizio del 1900 su commissione di John Mason Cook. Venne distrutto dall'eruzione del Vesuvio del 1944.

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L’hotel Eremo si trova sulle pendici del Vesuvio, nei pressi di Napoli. La sua posizione si snoda a ridosso dell’Osservatorio Vesuviano, non lontano dalla Cappella del Salvatore. L’edificio è sito a circa 400 metri di altitudine ed è protetto dal vulcano dal Colle Umberto. In passato, prima della costruzione dell’hotel, si dice ci fosse una locanda di un eremita addossata alla chiesetta. Quest’uomo, sempre secondo le leggende popolari, cucinava ed offriva frittate e Lacryma Christi ai turisti che si imbattevano sul Vesuvio e si crede, inoltre, che il nome “Eremo” possa derivare proprio da questa storia.

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L’hotel Eremo

L’hotel Eremo venne costruito all’inizio del 1900, (precisamente nel 1902) su commissione di John Mason Cook, un imprenditore conosciuto per aver ideato e attuato la ferrovia che collegava Napoli ed il Vesuvio. La struttura era necessaria all’attività economica della Ferrovia, in quanto invogliava ad alloggiare in zona anche coloro che non potevano permettersi sforzi fisici eccessivi. Con le sue 32 camere, offriva ai suoi clienti un servizio adatto ad ogni esigenza. i prezzi si aggiravano intorno alle 20 lire a notte, mentre la colazione costava 4 lire, il pranzo 20 lire e la cena 24 lire. La posizione e la vista che vantava l’hotel, infatti, erano così belle che valeva la pena soggiornarvi qualche giorno. Per prima cosa, era a metà strada fra Napoli e Sorrento, importanti poli turistici del secolo scorso.

In secondo luogo, inoltre, dalla terrazza era possibile ammirare il golfo da Capri a Monte di Procida. Si notavano chiaramente anche le isole e le grandi città Vesuviane ai suoi piedi. Infine, l’hotel si trovava in prossimità della stazione ferroviaria.

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La decadenza

Nel 1944, l’eruzione improvvisa del Vesuvio danneggiò la linea ferroviaria e allo stesso tempo fece perdere all’albergo il normale flusso di clienti. Dopo varie cessioni ad enti e a privati, l’hotel divenne dapprima un covo per amori clandestini in seguito venne abbandonato. All’albergo è possibile accedervi dalla strada. Proseguendo per la sterrata si può notare un’immagine di Cristo a braccia aperte. All’interno i locali sono fatiscenti e non ben conservati: numerosi writers hanno imbrattato i muri.

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Alcuni vetri sono rotti e spesso, purtroppo, vengono appiccati anche alcuni incendi. La scalinata che permette di accedere al piano superiore non ha una ringhiera e non vanta condizioni decenti: purtroppo ci sono anche parecchi buchi nel muro. Al piano superiore, comunque, ci sono gli alloggi rovinati dai vandali. Si alternano pavimenti in moquette con piastrelle, stanze di medie dimensioni e locali ben più ampi.

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.


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Laura Pellegrini

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.

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