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Rinascere dalle ceneri, Bilbao esempio per Roma

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Cultura, trasporti, verde pubblico: Bilbao è una città con una storia di rinascita e potrebbe essere esempio virtuoso per Roma.

roma bilbao confronto
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“Siete stati fortunati, qui piove sempre e c’è sempre un vento gelido”. Ci accoglie così la signora basca proprietaria dell’appartamento che abbiamo affittato nel centro di Bilbao, capoluogo basco di circa 350 mila abitanti. Una meta poco inflazionata, ma rivelatasi felicissima per riprendere fiato dall’abitudine all’incuria che quotidianamente viviamo come cittadini della città eterna: Roma.

Bilbao: una città a prova di pedoni e bambini

Le giornate di sole, è vero, aiutano. Ma la vera rivoluzione si manifesta immediatamente sotto i nostri occhi: possiamo camminare in una piazza, in una strada, in un vicolo senza il rischio di essere falciati da una macchina che va a 70km all’ora. Incredibile. La maggior parte delle strade del centro solo al 100% pedonali. Non mezze pedonali, non un terzo pedonali, non pedonali ma, non pedonali tranne x, y, z.

Pedonali, punto. È una sensazione liberatoria. Abbiamo gli stessi occhi pieni di meraviglia di nostra figlia. Mi pare impossibile ma posso lasciare Anna, quasi duenne, a scorrazzare per la città con un po’ di autonomia e di serenità. Verde pubblico, strade pulite, ovunque spazi gioco per bambini.

Le macchine? Letteralmente emarginate. A Bilbao tutto è concepito per il benessere dei pedoni, dei cittadini. Alle 6 del mattino la luce del camion che porta via la spazzatura sotto casa è puntuale come un orologio svizzero. Ma di svizzero però non c’è nient’altro, anzi. Ci sono le tapas e la paella. Siamo in Spagna. E in Spagna, si sa, si fanno le ore piccole fino a tarda sera. Fino alle 2/3 del mattino persone di tutte le età bevono e si divertono fuori dai locali, ma il mattino dopo sono cittadini civili.

Cittadini che hanno strade intonse, senza letame di animali a ogni angolo, senza spazzatura che arriva fino al primo piano dei palazzi.

Vuoi fermarti a un museo? Scivoli e altalene per bambini sono lì accanto, i mezzi pubblici ti portano ovunque. Se prendi l’auto sei uno squilibrato e il parcheggio lo paghi giustamente molto caro. È impossibile che tutto questo stia accadendo proprio a noi, noi che a Roma ci viviamo per necessità e non per scelta, ma che ormai ci sentiamo di appartenere a questa scelta e vorremmo essere cittadini attivi di una rivoluzione che sembra impossibile: quella del cambiamento.

Bilbao rinasce dalle sue ceneri

Eppure Bilbao non è sempre stata cosi. Ex città industriale in declino, negli anno ’90 ha deciso di investire sul suo rinnovamento partendo da due elementi: i trasporti e la cultura.

Cosi ha investito sulla tranvia, su una nuova metropolitana progettata da Norman Foster (bella da usare e da vedere) e soprattutto sul Guggenheim Museum, un’opera architettonica moderna e meravigliosa che ha attirato turisti da tutto il mondo. Cosi Bilbao è rinata dalle sue ceneri, a differenza di Roma.

Mentre Roma sprofonda

Tra stupore e un po’ di amarezza, mentre giriamo per le strade di Bilbao ci arriva la notizia feroce di Gaia e Camilla, le due sedicenni morte mentre attraversavano corso Francia a Roma. Brividi e rabbia. Rabbia perché noi corso Francia la conosciamo molto bene, la percorriamo tutti i giorni per andare al lavoro e tutti i giorni commentiamo l’assurdità di quell’autostrada abbandonata in città senza limiti di velocità, con semafori malfunzionanti e soprattutto buia e mal tenuta. Chi vive a Roma sa quanto bisogna stare attenti su corso Francia, quanto basta una minima distrazione per sfiorare la tragedia. Sappiamo quante volte le strisce pedonali sono cancellate, quante volte per alberi non potati non si vedono i cartelli, quante volte finiamo dentro buche grandi come crateri.

È notizia di pochi giorni fa che nell’incidente di corso Francia potrebbero esserci altri indagati, e cioè i dirigenti di Roma Mobilità, società partecipata dal Campidoglio. Il motivo? Il semaforo incriminato non avrebbe l’arancione, ma passerebbe direttamente dal verde al rosso. Potrebbero quindi avere ragione sia le ragazze sia Pietro Genovese che le ha investite. Se cosi fosse confermato, la gravità sarebbe enorme e la colpa di Gaia e Camilla sarebbe unicamente quella di essere nate nella città sbagliata: Roma, che nelle sue ceneri sta sprofondando.

Sara Giudice, milanese di nascita e apolide nel cuore, classe 1986. Laureata in Lingue e Comunicazione alla Iulm di Milano e master in comunicazione presso la business school del sole 24 ore. Cresciuta a pane e politica, è grazie ai libri di Oriana Fallaci che esplode la sua passione giornalistica. Ha iniziato la carriera televisiva presso la televisione americana Class Cnbc come inviata politica. Arrivata a La7 lavora prima per la trasmissione In Onda poi per PiazzaPulita, collabora con Il Fatto Quotidiano e l'Inkiesta. Nel 2017 ha vinto il premio Giancarlo Siani con un'inchiesta sul traffico illecito di rifiuti a Roma, nel 2019 il Premio Maurizio Rampino con un'inchiesta sulla criminalità ad Afragola. Insieme ad altri colleghi ha scritto il libro "Italia sotto inchiesta" pubblicato da Meltemi. Il mio motto? "Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla".


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Sara Giudice

Sara Giudice, milanese di nascita e apolide nel cuore, classe 1986. Laureata in Lingue e Comunicazione alla Iulm di Milano e master in comunicazione presso la business school del sole 24 ore. Cresciuta a pane e politica, è grazie ai libri di Oriana Fallaci che esplode la sua passione giornalistica. Ha iniziato la carriera televisiva presso la televisione americana Class Cnbc come inviata politica. Arrivata a La7 lavora prima per la trasmissione In Onda poi per PiazzaPulita, collabora con Il Fatto Quotidiano e l'Inkiesta. Nel 2017 ha vinto il premio Giancarlo Siani con un'inchiesta sul traffico illecito di rifiuti a Roma, nel 2019 il Premio Maurizio Rampino con un'inchiesta sulla criminalità ad Afragola. Insieme ad altri colleghi ha scritto il libro "Italia sotto inchiesta" pubblicato da Meltemi. Il mio motto? "Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla".

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