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Casa Hamilton, il fascino dell’abbandono a strapiombo sull’Atlantico

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Casa Hamilton, nell'Isola di Tenerife, è uno dei migliori esempi di archeologia industriale, meta di visitatori da tutto il mondo.

Casa Hamilton, a Tenerife
Casa Hamilton, a Tenerife

C’è un posto a Tenerife, alle Canarie, che unisce senso dell’abbandono e panorama mozzafiato: si tratta dell’Elevador de aguas de Gordejuela, meglio conosciuta come Casa Hamilton, un’antica stazione di pompaggio dell’acqua che sorge nella straordinaria zona di Los Realejos.

Quest’insieme di rovine – che s’iscrivono decisamente nell’archeologia industriale delle isole vulcaniche spagnole – offrono al turista o al moderno avventuriero una spettacolare vista a strapiombo sull’Oceano Atlantico. Ma El Elevador non è solo un ammasso di insediamenti umani, ma in virtù del suo passato utilizzo resta una delle cose da vedere alle Canarie.

La storia di Casa Hamilton a Tenerife

Casa Hamilton venne costruita per fronteggiare le necessità irrigue delle piantagioni di banane che da tempo primeggiavano nella valle di Orotava.

Infatti, sin dal secolo scorso, la mancanza d’acqua delle piantagioni di banane di Tenerife, famose in tutto il mondo, cominciò a diventare un problema molto serio per i contadini delle colline e si pensò ad una soluzione che trasportasse l’acqua dell’Oceano nell’entroterra isolano.

Fu così che sorse Casa Hamilton, che prende il nome dalla compagnia inglese Hamilton che anni prima aveva assunto il monopolio delle acque alle Isole Canarie e nel 1902 si era lanciata nell’incredibile progetto dell’Elevador.

Gli ingegneri britannici individuarono ai piedi della gola del Barranco de Palo Blanco il posto ideale per il nuovo sistema di adduzione dell’acqua.

Casa Hamilton

All’epoca era ritenuto impossibile erigere una stazione così grande in un punto così estremo, per questo venne scelto come responsabile del progetto addirittura un ingegnere militare, don Jose Galvan Callagher.

Casa Hamilton venne inaugurata nel 1903 e consisteva in due edifici distinti, uno sopra e l’altro sotto la scogliera. L’edificio posto in alto era collegato da una strada per trasportare il carbone necessario ad alimentare la pompa a vapore. Nelle vicinanze venne costruito un gran serbatoio che poteva contenere fino a 12000 metri cubi di acqua. Data l’imponenza della struttura, Casa Hamilton divenne il più alto edificio di Tenerife ma anche il più costoso: furono investite un milione di pesetas spagnole, una cifra da far strabuzzare gli occhi anche oggi.


Grazie al motore a vapore, l’acqua dell’Oceano veniva pompata dalle rocce alla base del promontorio fin sulla stazione, a circa 200 metri sul livello del mare; successivamente veniva immessa in un acquedotto della lunghezza di circa 12 km attraverso il quale giungeva a destinazione, nelle piantagioni di banane e nei giardini delle colline.

L’abbandono

La sontuosa opera d’ingegneria durò davvero poco, nell’arco di circa quindici anni venne dismessa ed abbandonata: la scoperta dell’elettricità e la sua rapida espansione negli ambienti industriali e manifatturieri ne decretò la condanna all’oblio. Ma, come per molti luoghi ed opere dell’umano ingegno – un esempio è la nave abbandonata in Islanda – il turismo odierno ne riporta alla luce il fascino e quell’eterno senso di vittoria perfino sul Tempo: nel 2019 Casa Hamilton fu aggiunta alla Lista Roja delle Canarie, che include una serie di siti abbandonati degni di essere visitati.

Laureato in Scienze delle Comunicazioni, è stato redattore esterno per diverse testate, sia di stampa (‘CalabriaOra’ e ‘Il Meridione’) che online, dove ha trattato di ambiente, cronaca del sociale e cultura. Si occupa di fotografia e scrittura creativa per il web, e collabora come blogger e copywriter. Ha vissuto in Irlanda, Spagna e qualche mese in Tanzania. Calabrese di nascita e carattere (classe 1980), dall’incantevole Diamante (CS) si è trasferito nell’affascinante Andalusia, da dove scrive per Notizie.it e Actualidad.es


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Vincenzo Bruno

Laureato in Scienze delle Comunicazioni, è stato redattore esterno per diverse testate, sia di stampa (‘CalabriaOra’ e ‘Il Meridione’) che online, dove ha trattato di ambiente, cronaca del sociale e cultura. Si occupa di fotografia e scrittura creativa per il web, e collabora come blogger e copywriter. Ha vissuto in Irlanda, Spagna e qualche mese in Tanzania. Calabrese di nascita e carattere (classe 1980), dall’incantevole Diamante (CS) si è trasferito nell’affascinante Andalusia, da dove scrive per Notizie.it e Actualidad.es

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