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L’hotel termale abbandonato Schwerin-Zippendorf in Germania

L’hotel termale Schwerin-Zippendorf, vicino al lago Schwerin in Germania e costruito nel 1910, appare oggi abbandonato e in balia di vandali e intemperie.

Hotel abbandonato

Le rovine dell’hotel termale Zippendorf si trovano a sud del lago Schwerin, situato a Meclemburgo-Pomerania Anteriore, in Germania. Nel corso del XX secolo, lo sfortunato edificio ha avuto numerosi proprietari ma, negli ultimi trent’anni, è stato definitivamente abbandonato. Oggi appare come un luogo desolato e profondamente danneggiato dall’azione degli agenti atmosferici e da atti vandalici senza controllo.

Origine dello Schwerin-Zippendorf

Nel 1909, venne fondata la Kurhaus GmbH che aveva come obiettivo lo sviluppo del turismo nella zona in prossimità del lago Schwerin. Per sfruttare al massimo la presenza del lago e della spiaggia e per attrarre visitatori e potenziali ospiti, nel 1910, l’architetto Paul Korff ricevette l’incarico di costruire un hotel resort composto da 45 camere con balcone, da sale letture e da una veranda coperta.

L’area che circondava la struttura, tuttavia, andò immediatamente incontro al rapido degrado dell’ambiente circostante: la spiaggia, ad esempio, era costantemente ricoperta di spazzatura. Una simile condizione rendeva l’hotel poco appetibile agli occhi dei turisti.

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Gli anni del successo e la Prima Guerra Mondiale

Negli anni immediatamente successivi all’inaugurazione, l’hotel si configurava nel mercato turistico come una località dotata di tutti i comfort più moderni. Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, però, comportò una sostanziale riduzione degli ospiti presso l’albergo. Per compensare le perdite economiche causate dalla guerra, i proprietari decisero di adibire i locali della struttura a deposito di artiglieria, affittandoli. L’espediente non si rivelò risolutivo e, al termine del primo conflitto mondiale, il bene venne svalutato e venduto nel 1919 a Friedrich Schwarz, già in possesso di altri due hotel nelle vicinanze dello Schwerin-Zippendorf.

Il nuovo proprietario ristrutturò l’edificio che, reso raggiungibile tramite tram dal 1921, visse una fase di sviluppo particolarmente fortunata. La crisi economica che colpì la Germania, però, portò Friedrich Shwarz a dichiarare bancarotta: nel 1931, il centro termale venne chiuso e messo in vendita.

Lo Schwerin-Zippendorf durante la Seconda Guerra Mondiale

Intanto, si erano diffusero molte voci sull’aura di sfortuna che avvolgeva lo Schwerin-Zippendorf: di conseguenza, nel 1933, venne sequestrato in seguito a una procedura di pignoramento. Successivamente, l’immobile venne acquistato da Max Otto Kirst che, purtroppo, non riuscì a riportarlo alla gloria e perse la proprietà nel 1939.

Nel 1938, l’hotel si trasformò in un rifugio per i tedeschi dei Sudeti mentre, nel 1944, venne confiscato dall’aeronautica tedesca che lo trasformò in un ospedale militare. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, lo Schwerin-Zippendorf venne riorganizzato per offrire accoglienza agli ex-prigionieri dei campi di concentramento.

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Tentativi di recupero nel secondo dopoguerra

Nel 1956, lo stabile divenne proprietà dell’SC Traktor Schwerin, un club sportivo della RDT, e venne usato come club house e ostello per gli atleti che praticavano atletica, pallavolo, pugilato e vela. Nel 1984, venne ulteriormente venduto alla fabbrica di pelletteria Schwerin-Süd. Nel 1990, invece, entrò a far parte degli edifici di proprietà statale da privatizzare che il Treuhandanstalt aveva rilevato. La società fornì un nuovo tetto allo Schwerin-Zippendorf e revisionò le linee elettriche e il sistema di riscaldamento.

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L’hotel abbandonato Schwerin-Zippendorf

Negli ultimi trent’anni, sono stati presentati svariati progetti per ristrutturare l’edificio. È stato ipotizzato di renderlo sede di un’università online, edificio storico o Accademia di salute e formazione avanzata. Nel 2012, poi, era stato pensato di convertire l’hotel in condomini di lusso. Nonostante, in questo caso, fossero stati rilasciati anche i permessi di costruzione, i lavori non videro mai la luce: l’investitore, infatti, annunciò l’annullamento dell’opera nel maggio 2013 rimettendo in vendita l’albergo per 750.000 euro.

Nel 2016, infine, si propose di realizzare un complesso residenziale composto da 18 appartamenti la cui edificazione doveva essere ultimata entro il 2018. Anche in questo caso, gli investitori coinvolti si ritirarono. Attualmente, il futuro dell’imponente centro termale continua ad apparire estremamente incerto.

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