Thunberg ai deputati francesi: “Non ascoltate me, ma la scienza”
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Thunberg ai deputati francesi: “Non ascoltate me, ma la scienza”

Roma, 23 lug. (askanews) – Greta Thunberg ha tenuto un discorso davanti ai deputati francesi a Parigi, la città in cui nel 2015 sono stati firmati gli Accordi per ridurre le emissioni di gas serra a livello globale. L’attivista svedese è stata invitata da 162 parlamentari del gruppo trasversale per il clima “Accélérons”, ma l’incontro è stato disertato da molti deputati conservatori, che hanno insultato l’attivista, definendola “profetessa in pantaloncini corti” o “la Justin Bieber dell’ecologia”.

“Alcune persone hanno deciso di non venire oggi. Alcune persone hanno scelto di non ascoltarci. E questo va bene. Siamo solo dei bambini in fin dei conti. Non dovete ascoltarci. Ma dovete ascoltare la scienza, gli scienziati, ed è tutto quello che chiediamo. State uniti dietro la scienza”.

La 16enne ideatrice dei “Fridays for Future”, i venerdì di sciopero della scuola per chiedere di fare qualcosa contro i cambiamenti climatici, ha ricordato l’obiettivo suo e dei suoi giovani sostenitori: mettere in luce i drammatici rischi ambientali mostrati dall’ultima relazione del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc), foro scientifico delle Nazioni Unite che studia il riscaldamento globale. Per avere citato questi dati – ha ricordato Greta – dati scientifici, abbiamo ricevuto una quantità inimmaginabile di odio e minacce. Siamo stati presi in giro e traditi da politici e giornalisti, ha attaccato Greta. Ai deputati presenti ha detto:

“Non potete risolvere una crisi senza gestirla come una crisi, senza vedere l’intera immagine. Non potete lasciare le responsabilità agli individui, ai politici, al mercato o altre parti del mondo. Questa deve includere tutto e tutti”.

“Una volta realizzato quanto dolorosamente piccolo sia il nostro bilancio per combattere la Co2, una volta realizzato quanto velocemente si spende, quando realizzi che di base non è stato fatto nulla, e una volta realizzato che quasi nessuno sa che esiste un bilancio sull’anidride carbonica, allora ditemi: cosa fate esattamente? E come possiamo fare senza suonare allarmisti?”.

“Credo che il pericolo maggiore non sia nel nostro non fare. Il vero pericolo è quando aziende e politici fanno sembrare che una vera azione sia in corso, quando di fatto quasi nulla è stato fatto, ad eccezione di pubbliche relazioni ben amministrate e creative”.

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