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La Dia di Trapani sequestra una tenuta di 60 ettari a Santa Ninfa

Roma, 6 ago. (askanews) – La DIA di Trapani ha eseguito il sequestro di beni e di conti correnti riconducibili a diversi imprenditori di San Giuseppe Jato, Ciro Gino Ficarotta, suo figlio Leonardo e il nipote Paolo Vivirito. Il provvedimento di sequestro riguarda una tenuta agricola di oltre 60 ettari in località Pionica nel comune di Santa Ninfa, per una valore di oltre un milione e mezzo di euro, assieme a diversi conti e depositi bancari, ed è stato emesso dal Tribunale di Trapani – Sezione Penale e Misure di Prevenzione, su proposta del Direttore della DIA.

Ciro Gino Ficarotta era stato già coinvolto negli anni ’90 in vicende giudiziarie per via dei suoi rapporti con i noti boss mafiosi Giovanni Brusca e Baldassare Di Maggio. Nei confronti dei tre è stata proposta, inoltre, la misura della sorveglianza speciale di P.S., con obbligo di soggiorno, perché tutti indiziati di appartenere all’organizzazione mafiosa “cosa nostra”.

Secondo la DIA l’applicazione delle misure di prevenzione nei confronti dei tre imprenditori, è stata giustificata da numerose risultanze delle indagini giudiziarie sviluppate dalla DIA di Trapani e dall’Arma dei carabinieri sulle infiltrazioni della mafia trapanese negli investimenti immobiliari sui terreni agricoli, offerti all’asta nell’ambito di procedure esecutive.

I tre imprenditori, assieme ad altri, sono stati destinatari di ordinanza di custodia cautelare in carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, confermata dal Tribunale del Riesame.

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