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Fondazione Ania porta al Meeting di Cl la prevenzione e i colori

Milano, 21 ago. (askanews) – In Italia c’è un problema culturale che si chiama “prevenzione” al quale Fondazione Ania cerca di porre rimedio promuovendo lungo lo stivale iniziative rivolte alla salute e alla promozione di corretti stili di vita. L’ultima tappa è a Rimini, in occasione della 40esima edizione del Meeting di Comunione e liberazione. Sandro Vedovi, Responsabile progetti, Fondazione Ania: “Il Meeting per noi è un punto centrale della nostra attività di progetti sociali, è un momento in cui le persone trovano tante cose e dibattiti e noi vogliamo portante il nostro messaggio positivo sui temi in questo caso della salute e la sicurezza stradale cercando di lavorare soprattutto sulla sensibilizzazione e la prevenzione in modo che le persone siano consapevoli e possano avere una qualità di vita migliore”.

Da anni si predica sull’importanza della prevenzione, ma ancora troppe poche sono le persone che si sottopongono regolarmente ai check up: “Sappiamo che spesso c’è poca cultura della prevenzione e si va dal medico solo quando si ha qualche sintomo e qualche patologia ma può essere troppo tardi soprattutto per quanto riguarda le malattie gravi. Anche con un’attività nuova che proponiamo quest’anno di sensibilizzazione su una materia difficile come quella dell’oncologia stiamo cercando di avvicinare le persone alla necessità di screening in età giovanile, per tempo e soprattutto ripetuti nell’anno o in periodi funzionali al controllo”.

E così a Rimini, oltre a mettere a disposizione gratuitamente specialisti per check up ginecologici, senologici e oculistici e offrire tre simulatori di guida per allenarsi sulla sicurezza stradale, la onlus nata per volontà delle compagnie di assicurazione ha allestito un nuovo percorso che ha attirato l’attenzione dei partecipanti al Meeting. Luigia Tauro founder KnowAndBe.live, il primo programma di educazione trasmediale alla prevenzione oncologica in Italia: “In Italia circa il 40% delle persone non partecipa ai programmi di screening oncologico anche se sono gratuiti. Abbiamo creato un progetto per portare la conversazione sul cancro alle persone con un linguaggio diverso, che li avvicini di più al tema della prevenzione”.

Si tratta di un percorso multimediale in cui uomini e donne – utilizzando gomitoli colorati – devono destreggiarsi rispondendo a domande sul proprio stile di vita, sul fumo, sull’alcool e su un corretto stile di vita. “Lo strumento piace molto perché è accattivante e colorato e la gente supera facilmente la paura dell’argomento visto che l’oncologia e il cancro sono temi che ancora fanno paura. Le ragazze giovani in particolare spendono molto tempo per capire che controlli dovranno fare, se possono fare qualcosa subito, le persone più anziane invece riflettono molto sui numeri del cancro, l’incidenza e la sopravvivenza perché effettivamente hanno una percezione diversa della realtà”.

Dopo i primi giorni i dati non sono del tutto rassicuranti: i maschi fanno meno prevenzione rispetto alle donne. Ma nell’area ginecologica sono emerse altre complicazioni, come racconta Cristiana De Luca, del Campus Bio-Medico.

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01:49 abbiamo

02:23 preventivo

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“Abbiamo riscontrato casi di pazienti che non facevano un controllo ginecologico anche da 16 anni, il che significa mettere a rischio la propria salute e quindi tutto ciò che ne può derivare come il rischio di patologie oncologiche, infettive, abbiamo riscontrato casi di ragazze molto giovani che non avevano una visione completa dei rischi legati alla trasmissione di malattie a livello sessuale, quindi tutto ciò per il quale il ginecologo p importante dal punto di vista preventivo”.

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