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Amazzonia, ex ministro dell’Ambiente: situazione fuori controllo

Bogotà, 23 ago. (askanews) – La situazione in Amazzonia, devastata dalla deforestazione e dagli incendi, è “fuori controllo”. Lo denuncia l’ambientalista brasiliana Marina Silva, ex ministro dell’Ambiente del presidente Lula che accusa il governo di destra di Jair Bolsonaro di consentire “un’azione frenetica” che condiziona un ecosistema vitale per il pianeta.

In visita a Bogotà, Silva ha affermato che il colosso latino-americano dispone del know-how e della “tecnologia” per neutralizzare gli incendi che divorano vaste superfici di giungla a causa, secondo lei, della “negligenza” dello staff di Bolsonaro, piuttosto scettico sul clima e ha annunciato la fondazione di un movimento per pretendere che il parlamento scarti le iniziative legislative “contrarie” alla protezione della natura.

“Il vero problema – ha spiegato – è che il governo ha abbandonato tutte le politiche e il Know-how di tutela ambientale e ha un atteggiamento di disgusto nei confronti degli scienziati e degli attivisti che si occupano dell’ambiente”.

Vincitrice del prestigioso premio Goldman Environmental nel 1996, Marina Silva è sicura che quanto sta accadendo in Amazzonia – il 60 per cento della quale si trova in Brasile – rappresenta un vero e proprio “crimine contro l’umanità” da parte di Bolsonaro.

Anche il presidente francese Macron, con un tweet, si è scagliato contro le politiche di Bolsonaro in tema di tutela ambientale. Dal canto suo, il brasiliano ha accusato l’omologo francese di parlare da “colonialista”, strumentalizzando “una questione interna del Brasile per fini personali”.

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