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Aie compie 150 anni: Mattarella presente ai festeggiamenti

Aie compie 150 anni: numerose le presenze durante i festeggiamenti: tra i tanti il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Mattarella ai festeggiamenti per i 150 anni di Aie

Aie (Associazione italiana editori) festeggia i suoi 150 anni. Tante le personalità presenti a Roma, il neo-ministro della Cultura Dario Franceschini, l’amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini, il presidente della Rai Marcello Foa, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia e tanti, tanti editori.

L’invitato d’onore è sicuramente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accolto dal presidente Aie, Riccardo Franco Levi, ex portavoce di Prodi e giornalista. “Centocinquant’anni sono una lunga storia che editori, stampatori, hanno avuto la capacità di costruire insieme ad autori, poeti, narratori e scienziati cui hanno dato la possibilità di esprimersi” è intervenuto così Mattarella.

Paolo Mieli in veste di coordinatore e moderatore delle celebrazioni che si sono svolte all’Auditorium Parco della musica, ha tenuto un discorso di ringraziamento verso tutti i presenti: “Grazie di essere venuti, questa è la festa dell’editoria italiana, una festa di chi scrive libri e soprattutto di chi ama i libri” e continuando: “Non è un caso che l’Associazione Italiana Librai sia sorta negli anni in cui si andava costruendo, componendo l’unità del nostro paese. I libri, i classici, i romanzi, i classici, i volumi per scuola e università, sono stati vettori di sviluppo e vettori di diffusione della cultura nel nostro paese.”

“Sappiamo tutti che in latino liber-libro e liberum-libero sono due etimi differenti, da un lato l’interno della corteccia degli alberi su cui si scriveva e dall’altro la cognizione di libertà, ma l’identità del suono trasmette una suggestione davvero molto grande, avvicina i libri alla libertà“.

“È una storia anche di crescita civile: i libri sono stati un presidio per la difesa della libertà e dei diritti. La storia del nostro Paese non è pensabile senza il contributo dello sviluppo culturale che i libri hanno arrecato al nostro Paese”.

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