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Fotografare il cambiamento climatico: Sara Munari in Mongolia

Voghera, 30 set. (askanews) – Al festival Voghera Fotografia 2019 si parla anche di cambiamenti climatici, grazie a una mostra della fotografa lecchese Sara Munari, che con il progetto “Vanishing Sheperds” ha raccontato visivamente la migrazione in massa dei pastori mongoli nella capitale Ulan Bator. Un fenomeno immediatamente percepibile in città, a causa del proliferare di tende, le gher, accanto ai palazzi moderni. Da quello strano accostamento architettonico è nata la curiosità della fotografa.

“Ho scoperto – ha raccontato Sara Munari ad askanews – che tutte quelle gher erano dei pastori che stavano tentando di avvicinarsi alla città perché hanno grossi problemi legati alla mandrie e ai terreni da brucare e quindi si sono spostati tutti verso la città”.

La causa della migrazione, quindi, è la crisi climatica, che ha portato grossi cambiamenti nella vita dei pastori. E Munari, per raccontarlo, ha vissuto a stretto contatto con una famiglia locale.

“Loro hanno avuto due problemi grossi: primo gli inverni sempre più rigidi, nei quali l’erba ghiaccia e con il disgelo non riesce più a crescere bene, quindi questa forte escursione limita le possibilità di mangiare per gli animali. Molti inoltre muoiono congelati, cosa che prima non avveniva”.

E se tutto questo non bastasse, si è aggiunto un ulteriore elemento di problematicità grave. “Spesso nelle tende – ha concluso Sara Munari – tutto è alimentato a kerosene. E quindi hanno triplicato l’inquinamento nella città di Ulan Bator da quando c’è stato questa migrazione dei pastori”.

La fotografia quindi racconta anche il mondo che cambia, e lo fa nel momento in cui accade. La scomparsa dei pastori mongoli di Sara Munari ci appare uno dei tentativi che possiamo fare per non chiudere gli occhi davanti a una situazione che riguarda tanto la lontana Ulan Bator quanto noi stessi e i nostri vicini di casa.

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