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Brexit, dopo l’accordo la parola a Westminster: nulla è scontato

Bruxelles, 18 ott. (askanews) – Dopo l’accordo sulla Brexit raggiunto giovedì 17 ottobre 2019 tra Londra e l’Unione Europea, la parola passa a Westminster dove però nulla è scontato. Sabato 19 ottobre il Parlamento britannico dovrà ratificare l’accordo. E se i laburisti, i nazionalisti scozzesi, il partito nordirlandese Dup e i Lib Dem restano contrari, l’intesa raggiunta (senza il backstop per l’Irlanda del nord) non convince del tutto nemmeno molti degli euroscettici che, a sorpresa, potrebbero vanificare il tutto votando contro.

Intanto, almeno formalmente, compatti i 27 leader dell’Unione europea hanno dichiarato di appoggiare unanimamente il progetto di accordo con Londra sulla Brexit. Se da Westminster arriverà il nulla osta l’assemblea parlamentare europea potrebbe votare la ratifica dell’accordo a Strasburgo già antro la fine di ottobre.

Formalmente unanimi, dicevamo. Sì perché, dal canto loro il premier irlandese Vardakar, il presidente del Consiflio europeo, Tusk, il presidente della Commissione europea, Juncker e il capo negoziatore dell’Unione europea per la brexit, Barnier hanno espresso per l’enneisima volta il proprio rammarico per l’uscita del Regno Unito dall’Unione.

“L’accordo, in ogni caso – ha sottolineato Juncker – innanzi tutto protegge 4,5 milioni di cittadini europei, 3,5 milioni di cittadini Ue che vivono nel Regno Unito e 1 milione di britannici che vivono nell’Ue. Potranno tutti continuare a vivere come prima della Brexit”. Inoltre, ha concluso il presidente della Commissione, l’accordo tutela “coloro che hanno dei progetti finanziati dai fondi Ue, le indicazioni geografiche protette, il mercato unico e la pace in Irlanda”.

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