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Cataratta, Soi: strutture pubbliche accedano a nuove tecnologie

Roma, 20 nov. (askanews) – Garantire a tutti le cure più avanzate: è questo l’obiettivo da prefiggersi per gli oculisti italiani, riuniti nel 99esimo Congresso Soi a Roma. Ne è un esempio la chirurgia della cataratta, avanzatissima a livello tecnologico ma non ancora accessibile nelle strutture pubbliche. A questo argomento il Soi dedica il simposio “Chirurgia della cataratta: gli aggiornamenti delle linee guida SOI”. Il presidende del SOI, Matteo Piovella.

“La chirurgia della cataratta è l’intervento maggiormente diffuso nel mondo nel 2018, abbiamo operato 650 mila persone e nel mondo si sono fatti 29 milioni di interventi: è una patologia che prima o poi colpisce tutte le persone”.

“Oggi abbiamo fortunatamente una soluzione che è sempre in miglioramento. Cinque anni io mi sono fatto operare per questo problema e ho potuto inserire nei mei occhi dei cristallini ad alta tecnologia che mi permettono oggi di guidare la macchina e leggere il giornale senza più diopendere da una correzione con occhiali che invece ho dovuto portare tutta la mia vita.

“Al di là del fatto estetico di non portare gli occhiali, la mia capacità visiva è molto migliorata. Quindi io continuo a fare il chirurgo, ho maggior sicurezza quando guardo in un microscopio

e sono in grado oggi di utilizzare la mia vista molto meglio di prima”.

“Qual è problema? Nelle strutture pubbliche riuscire ad introdurre delle novità tecnologiche comporta problemi sia economici e anche organizzativi. Oggi nelle strutture pubbliche questa tipologia di intervento che invece si sta diffondendo come logico in tutto il mondo non è ancora accessibile. Ancora una volta bisogna rimboccarci le maniche e fare in modo che queste novità e questi benefici in sicurezza e in capacità visiva vengano diffusi a tutte le persone”.

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