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Soi, Piovella: visite oculistiche regolari contro le patologie

Roma, 20 nov. (askanews) – Salvaguardare la vista è possibile, innanzitutto agendo sul fronte della prevenzione, sottoponendosi a visite oculistiche lungo tutto l’arco della vita, fin dalla nascita. Recarsi regolarmente dal medico oculista e sottoporsi a una visita approfondita può consentire di individuare sul nascere malattie insidiose e subdole che, se non scoperte in tempo, possono condurre alla cecità. Un tema questo emerso durante il 99mo Congresso della Società Oftalmologica Italiana al via oggi a Roma e che fino al 23 novembre offrirà approfondimenti su diverse tematiche tra cui retinopatie, cataratta, glaucoma, malattie sempre più diffuse come spiega il presidente SOI Matteo Piovella:

“L’occhio invecchia presto, noi viviamo più a lungo quindi il periodo in cui l’occhio non riesce a funzionare come dovrebbe diventa più frequente. Questo principalmente per malattie di tipo circolatorio: parliamo del diabete e della maculopatia. Il diabete è ormai un problema mondiale, tra qualche anno arriveremo a oltre 750 milioni di persone nel mondo che ne soffrono. E la conseguenza del diabete è la retinopatia diabetica, la complicazione che colpisce la retina, che se non è ben trattata e curata adeguatamente per tempo può far perdere la vista”.

“La maculopatia – prosegue Piovella è anche questa una malattia sociale, dell’età, anche se può manifestarsi in poche persone in età giovanile. Sappiamo oggi che una persona su tre dopo i 70-75 anni non è in grado di leggere un estratto conto bancario e questo è dovuto a un’alterazione della parte nobile della retina, la macula, che ha delle alterazioni dovute al passare del tempo”.

Cosa si può fare per prevenire questa patologia? La risposta è semplice: sottoporsi a controlli regolari, come sottolinea Piovella:

“L’oculista ha un grande vantaggio: con una visita oculistica si fa prevenzione, diagnosi, prescrizione e cura. Quindi la soluzione è semplice: dai 40 ai 60 anni una visita oculistica specialistica ogni due anni, dopo i 60 anni una visita l’anno”.

Quanto alle terapie, l’Italia, per problemi organizzativi e di scarse risorse del sistema sanitario, evidenzia Piovella, risulta indietro rispetto ad altri Paesi:

“In Germania, Inghilterra e Francia, Paesi gemelli rispetto all’Italia, nel 2018 sono state effettuate oltre un milione, per Paese, di iniezioni intravitreali, che sono le terapie e le cure della maculopatia. In Italia nello stesso periodo – evidenzia il presidente della Società Oftalmologica Italiana – poco più di 300.000. Quindi siamo sotto del 70% rispetto a Paesi che hanno le nostre caratteristiche, il nostro reddito e il nostro numero di malati. Io penso che, senza aprire nessuna discussione, dobbiamo lavorare perché il prossimo anno ci sia almeno un aumento di 200.000 iniziazioni rispetto alle 300.000 dello scorso anno.

Bisogna responsabilmente – conclude – trovare una soluzione. Io penso che l’Italia abbia la capacità, l’intelligenza e la struttura per risolvere questo problema”.

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