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Campus Peroni, efficienza italiana da agricoltore a consumatore

Roma,(askanews) – L’innovazione tecnologica nel settore agricolo può determinare una rivoluzione a beneficio della produttività e dell’ambiente, un’occasione che l’intera filiera agricola può cogliere. E’ stato questo il tema al centro del primo convegno promosso da Campus Peroni, il progetto nato nel 2018 dalla collaborazione di Birra Peroni con il Crea – Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria – e i Dipartimenti Universitari degli Atenei di Teramo, Perugia, Firenze, Tuscia, Padova e Salerno. Il progetto punta a promuovere la cultura della qualità e della sostenibilità in agricoltura, coinvolgendo tutta la propria filiera, dall’agricoltore fino al consumatore.

Per Federico Sannella, Direttore Relazioni Esterne di Birra Peroni, l’innovazione tecnologica nel settore agricolo può determinare il miglioramento delle performance ambientali e quindi la qualità delle materie prime:

“La trasformazione digitale è oggi una grandissima opportunità, abbiamo aziende che adottano già processi estremamente automatizzati. Stiamo vedendo aziende agricole che utilizzano trattori all’avanguardia. Abbiamo strumenti tecnologici satellitari che permettono di aiutare l’agricoltore nella produzione delle loro colture ma in realtà è il consumatore che ha in mano uno strumento completamente nuovo e innovativo, può scegliere quali prodotti, come, quando consumare e vuole avere delle informazioni in base a perché quel prodotto è stato creato, come è stato creato, chi l’ha creato. Questo la tecnologia oggi ci permette di raccontarglielo tramite strumenti di tracciabilità e blockchain in particolare e quindi è un racconto nuovo, una sfida nuova che dobbiamo guardare noi come aziende, il settore agricolo e tutto il comparto agroalimentare”.

Il ministro dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, ha spiegato così la sua presenza al convegno: “perché c’è un forte legame con l’agricoltura di un prodotto di eccellenza e a me fa molto piacere perchè nel momento in cui si lancia un progetto e si ragiona sulla filiera significa aver compreso quello che c’è bisogno di fare: innovazione e distribuzione del valore lungo la filiera. Insieme a questo quello che mi piace di questo progetto è individuare il consumatore informato come l’alleato più formidabile che noi possiamo avere per valorizzare il made in Italy.

Un consumatore con cui c’è un rapporto nuovo, ha fatto notare Sannella. “E’ un consumatore responsabile, consapevole che vuole partecipare nella sua scelta di consumo alla sostenibilità del mondo. Noi siamo qui per questo, per cercare di capire come farlo tutti insieme”.

Per il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, la filiera della birra è una delle filiere più importanti per l’economia agricola e dell’agroalimentare nazionale.

“E’ una filiera che si è evoluta, che è cresciuta e su cui Confagricoltura vuole investire per dare un futuro ai nostri produttori di birra in Italia perchè ovviamente acquistano poi orzo italiano e gli agricoltori italiani fanno sempre di più e sempre meglio l’orzo in Italia”.

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