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Usa 2020, Bloomberg nella mischia cavalcando il climate change

Milano, 11 dic. (askanews) – “Sono qui perché il presidente Trump non c’è”. Gioca la carta ambientale Michael Bloomberg, miliardario, filantropo e contendente democratico per la corsa alla Casa Bianca 2020.

Al vertice sul clima delle Nazioni Unite, ha assicurato al mondo che “gli americani stanno continuando a guidare la lotta ai cambiamenti climatici, anche con un negazionista” come l’attuale capo di stato repubblicano.

L’ex sindaco di New York a Madrid non ha menzionato la propria campagna presidenziale. Lo farà invece al primo comizio elettorale in California. Alla convention dell’American Geophysicist Union, insieme con l’ex governatore della California, il dem Jerry Brown, tra i governatori più amati nel Golden State.

Bloomberg è entrato nell’affollata gara delle primarie democratiche del 2020 a novembre 2019, annullando una decisione che aveva preso all’inizio dell’anno: non cercare la presidenza. Bloomberg peraltro è un democratico spurio, nonché l’ottava persona più ricca al mondo, fiscalmente conservatore e socialmente liberale.

Già a capo della Grande Mela, aveva preso decisioni importanti: vietando il fumo nei locali pubblici, riducendo l’obesità infantile e dichiarando guerra alle bibite zuccherate e standard alimentari sbagliati, grande nemico del welfare a stelle e strisce.

Ma oggi è soprattutto il clima il tema centrale per Bloomberg e la sua corsa alla Casa bianca; un vero punto di distinzione. A novembre 2019, il presidente Donald Trump ha dato il via al processo formale di ritiro degli Stati Uniti dagli accordi di Parigi e nessun funzionario della Casa Bianca di Trump ha partecipato ai colloqui sul clima a Madrid.

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