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Smart Grid: all’Italia il coordinamento delle attività Isgan

Milano, 21 gen. (askanews) – Le smart grid alla verifica della sempre più pressante domanda di concreti interventi di riduzione delle emissioni di gas serra e di energia pulita: una sfida che può essere vinta solo attraverso la cooperazione sovranazionale e la condivisione di conoscenze e scelte politiche e normative. In questo ambito si muove Isgan – l’International Smart Grid Action Network – uno dei Tcp di maggior successo della International Energy Agency e allo stesso tempo uno dei workstream del Clean Energy Ministerial. La presidenza dell’organismo è stata nuovamente affindta -a ottobre 2019- ad un rappresentate Italiano, Luciano Martini di Rse – Ricerca di Sistema energetico – che ha riunito a Roma tutti i principali stakeholder nazionali del programma di collaborazione, a cominciare da e-distribuzione che ha ospitato l’incontro.

Nel corso della riunione Vincenzo Ranieri, amministratore delegato di e-distribuzione, ha sottolineato l’importanza dell’appuntamento come opportunità per affermare un nuovo metodo di lavoro in campo energetico e il ruolo preminente del nostro sistema Paese. “Dobbiamo evidentemente far in modo che questo Paese , che già negli anni ha dimostrato una capacità di innovare in maniera efficace il mondo delle smart grid, possa rappresentare anche in ambito europeo un front runner che sia capace di esportare nuove best practice – ha detto Ranieri – E’ evidente che la trasformazione che stiamo vivendo non riguarda più soltanto degli ambiti locali o anche degli ambiti nazionali: il mercato energetico sta diventando un mercato europeo, e sono certo che l’Italia, di cui noi abbiamo l’onore di far parte come distributore, possa vantare un ruolo di primo piano per collaborare anche se del caso supportare gli altri colleghi europei in questo percorso di trasformazione”.

Una visione condivisa e sostenuta anche da Maurizio Delfanti, amministratore delegato di Rse. “Isgan è una iniziativa molto importante nel contesto complessivo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia. In particolare Isgan si occupa di disseminare le migliori practice a livello internazionale, e in queste migliori practice il sistema italiano è certamente all’avanguardia. Un sistema fatto da stakeholder come e-distribuzione, di cui oggi siamo ospiti, dal regolatore italiano, da varie altre imprese – spiega l’amministratore delegato di Rse – L’insieme di queste imprese e dei centri di ricerca, come in questo caso Rse, è degno di essere esportato verso altre esperienze internazionali che molto spesso risultano non così mature come il caso italiano. Quindi da questo confronto internazionale noi traiamo ulteriori informazioni per il nostro lavoro fondamentale che è la ricerca di sistema”.

Ad illustrare le tematiche affrontate dai lavori sono stati i rappresentanti di Rse che con la presidenza dell’organismo vedono confermato il ruolo di leadership conquistato a livello europeo nell’ambito di diverse aree di ricerca. “E’ importante sapere che i risultati di Isgan sono adottati dai governi – ha detto Luciano Martini, direttore di dipartimento in Rse e presidente Isgan – quindi per noi è un onore e anche un portale molto importante per trasferire i risultati italiani in ambienti internazionali e per reperire informazioni molto avanzate e molto innovative che avvengono in altri Paesi per valutarle a livello nazionale”.

Ad Isgan aderiscono ad oggi 26 Paesi; e a breve verrà ratificata l’adesione anche del Brasile consentendo al network di coprire anche il Sud America.

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