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Bilancio Ue, l’Italia contro la concezione “frugale” dell’Europa

Roma, 21 feb. (askanews) – Seconda giornata del vertice straordinario dedicato al quadro di bilancio pluriennale 2021-2027 dell’Ue. Parlando alla stampa al suo arrivo al Consiglio europeo, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha avvertito che all’Italia la concezione frugale dell’Europa “non sta bene”:

“Se continuerà da parte di alcuni paesi, che peraltro hanno un livello di benessere molto elevato, si continuerà a prosettare una visione frugale dell’Europa, il compromesso è lontano”.

Il riferimento di Conte è a questi quattro paesi cosiddetti “frugali” o rigoristi (Austria, Danimarca, Olanda, Svezia) che non vogliono assolutamente che il bilancio pluriennale superi il tetto di spesa dell’1,0% del reddito nazionale lordo complessivo dell’Ue (contro la proposta del presidente del Consiglio europeo Charles Michel di arrivare all’1,074%). In più, con il sostegno della Germania, i quattro chiedono di poter mantenere per i prossimi sette anni gli “sconti” sui propri contributi nazionali al bilancio comunitario che erano stati loro concessi in passato, sulla falsariga del “rebate” (rimborso parziale) ottenuto per il Regno Unito da Margareth Thatcher negli anni ’80.

Una prima nottata di incontri bilaterali non è quindi servita a sbloccare l’impasse sul bilancio europeo. Il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, a Roma per l’inaugurazione del master in giornalismo alla Luiss, si è augurato:

“Noi speriamo che alcuni paesi che stanno facendo resistenza si convincano, è un investimento per la vita dei loro cittadini – ha detto – penso che alla fine si troverà un risultato. Il parlamento non ha fretta, spero che i governi facciano il loro lavoro, di fare una proposta accettabile per cominciare il negoziato”.

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