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La monumentalità in galleria: Fabio Viale da Poggiali a Firenze

Firenze, 24 feb. (askanews) – Due lavori importanti, intensi, che guardano all’idea di monumentalità. La Galleria Poggiali di Firenze presenta una mostra con due installazioni di Fabio Viale che si muovono tra le suggestioni veneziane e quelle delle cave di marmo. Ne abbiamo parlato con il gallerista Lorenzo Poggiali.

“Abbiamo dislocato due differenti progetti nei due spazi della galleria di Firenze – ha spiegato ad askanews – uno le bricole di Venezia, che sono dieci opere in totale per un numero complessivo di 13 bricole, mentre qui alle mie spalle nella nostra project room è stata replicata una performance, una vera e propria azione”.

Azione questa che si manifesta con un’installazione di grande impatto, che rimanda anche a un poderoso lavoro di Claudio Parmiggiani che era stato ospitato nello stesso spazio, e che ricostruisce il ravaneto, ossia un dirupo nel quale vengono gettati i detriti di lavorazione delle cave di marmo, lungo il quale Viale ha fatto rotolare alcune sculture che aveva in precedenza acquistato.

“Questo – ha aggiunto Poggiali – ha un valore concettuale e di performance sulle orme di quello che veniva fatto da Michelangelo, il quale riteneva che le sculture una volta gettate in questi strapiombi alla fine del loro percorso fossero in qualche modo purificate”.

Pietrisco, detriti, parti di sculture: la drammatica installazione dell’artista cuneese si prende tutto lo spazio, lo definisce, così come aiuta a pensare in termini diversi l’idea stessa di galleria d’arte privata.

“I resti di queste sculture – ha concluso Lorenzo Poggiali – sono stati collocati qui nella project room per un totale di 18 tonnellate, sembra tanto, ma è veramente così, e in questo modo ci possiamo mettere al cospetto di uno spettacolo nel quale il ravaneto è stato replicato nel suo scivolamento compresso in uno spazio di una galleria”.

La mostra “Acqua alta High tide” resta aperta a Firenze in via Della Scala e in via Benedetta fino al 16 maggio.

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