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Norma Ensamble, il jazz made in Italy di Allulli varca i confini

Roma, 25 feb. (askanews) – Norma Ensamble è il primo progetto musicale del quartetto composto da Marcello Allulli al sax soprano e tenore, Enrico Zanisi al pianoforte, Jacopo Ferrazza al contrabbasso e Valerio Vantaggio alla batteria.

Il disco, all’insegna di un jazz contemporaneo di matrice europea, in cui si fondono in maniera armonica le diverse identità culturali e personalità dei quattro artisti, è nato dal felice incontro dei musicisti durante la residenza artistica al festival di Ambria Jazz lo scorso anno, come ci spiega Marcello Allulli.

“Durante questa residenza abbiamo pensato a un’idea che potesse essere sviluppata in quei giorni e che poi è andata a confluire in un concerto finale e siccome è stato molto bello questo concerto ci hanno chiesto di portare avanti questa idea. Noi quattro siamo tutti di Roma e abbiamo continuato a vederci e a continuare questo progetto che lo scorso ottobre è diventato un disco”.

I giudizi tutti positivi della critica e degli esperti hanno spinto il quartetto anche oltre confine con concerti e master class organizzati ad Harare e Lusaka, grazie anche al contributo delle rappresentanze italiane in Zimbabwe e Zambia.

“Ci hanno invitato a fare delle master class e dei concerti. Master class dove abbiamo incontrato altri musicisti locali e quindi abbiamo cercato di portare la nostra musica e assorbire, prendere la musica del luogo. Tutto questo poi è confluito in un concerto ad Harare e a Lusaka. Abbiamo fatto anche delle master class con dei ragazzi molto giovani e abbiamo cercato di interagire anche con loro ed è stata un’esperienza molto bella”.

“L’esperienza di suonare con musicisti locali ci ha dato la possibilità di stare a contatto con una musica di un altro continente e quindi per noi di ispirazione perché come tutti sanno il jazz è una comibinazione tra musica europea e musica africana”.

“La possibilità di poter andare a suonare all’estero permette di farti capire sempre di più che la musica è un anello di congiunzione totale fra le varie culture non ci sono questa grande distanza che possono essere data dalla parola e dalle tradizioni, la musica un po’ oltre tutto questo”.

“La musica come disse qualcuno ‘music speaks louder than words’ la musica parla più forte delle parole e infatti te ne rendi conto quando hai la possibilità di viaggiare grazie ai festival e agli istituti di cultura italiana nel mondo che ci permettono di fare questa esperienza”.

Il 29 febbraio il quartetto Allulli, Zanisi, Ferrazza e Vantaggio si esibirà alla Casa del Jazz a Roma, mentre a giugno farà un mini tour negli Stati Uniti con concerti a New York e nel North Carolina.

© Riproduzione riservata

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