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Start Up Israele, con Sixth Millenium focus piccoli investitori

Roma, 25 feb. (askanews) – Jonathan Pacifici, fondatore di Sixth Millennium, lancia negli studi di askanews la campagna di equity crowdfunding per permettere anche ai piccoli investitori, non solo ai tradizionali investitori del Venture capital, di investire nelle start up in Israele. Una grande opportunità, potendo entrare a far parte, con un investimento minimo di 5000 euro, dei più avanzati processi d’innovazione in quella che è considerata la vera Start Up Nation. La campagna è attiva sulla piattaforma italiana CrowdFundMe.

“Israele oggi è il secondo hub tecnologico dopo la Silicon Valley – spiega Pacifici -. Genera migliaia di start up e attrae investimenti con numeri da capogiro. Nel 2018 parliamo di circa 7 miliardi di dollari investiti tramite i fondi di Venture capital ma soprattutto con operazioni di exit per 21 miliardi. Quindi da una parte i soldi entrano ma dall’altra generano una evidente plusvalenza. Si tratta di società che sono molto tecnologiche e sono molto diverse dalle start up che conosciamo qui in Italia, non troveremo i soliti portali di e-commerce ma società che realizzano una tecnologia proprietaria brevettata e che quindi poi riescono a creare un percorso che porta all’acquisizione da parte di una delle aziende big tech o a una quotazione sui mercati. E’ un mercato in grande effervescenza che attrae tutte le big tech internazionali così come tutte le multinazionali che sono legate al mondo della tecnologia. Un caso su tutti, Israele è diventata negli ultimi anni uno dei centri mondiali dell’automotive senza aver mai prodotto una automobile. E questo perchè il mondo dell’automotive si sta muovendo verso l’auto a guida autonoma e tutta la tecnologia più innovativa che gira intorno alle macchine del futuro. Con Sixth Millenium andiamo a fare degli investimenti nelle prime fasi di vita delle start up fino al cosiddetto Round Day, nell’ordine di grandezza tra 250 mila a 700 mila dollari, possibilmente anche insieme ad altri fondi amici. Poi aiutiamo le start up a crescere con partnership commerciali ed altre azioni. La novità ora sta nel fatto che con questa campagna per la prima volta un veicolo di Venture capital viene messo alla portata dell’investitore retail, finora invece questo tipo di operazioni era riservato esclusivamente ad investitori istituzionali. In molti nel corso degli anni mi hanno sollecitato una apertura dello schema del Venture capital, soprattutto nella grande eccellenza che è Israele. Con la piattaforma di Crowfunding, CrowFundme, abbiamo colto questa opportunità e attualmente la campagna è in corso sul portale per 60 giorni”.

La soglia minima è di 5000 euro ma su che tipo di Start up si investe? “Noi ci muoviamo su tutta la filiera dell’IT, cioè Cybersecurity, Big Data, Analytics, Fintech, IA, IoT, tutte eccellenze in Israele. Si investe ovviamente in un portfolio che ha una diversificazione del rischio. Siamo invece più lontani da settori come medical devices che necessitano capitali enormemente maggiori e tempi più lunghi, mentre noi investiamo in settori che possono produrre benefici in tempi più ridotti”.

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