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Coronavirus, speranza da Napoli: funziona farmaco anti-artrite

Napoli, 12 mar. (askanews) – Otto pazienti affetti dal nuovo coronavirus Sars-Cov2 sono stati già trattati con il farmaco anti-artite Tocilizumab a Napoli e nella gran parte dei casi hanno dato risultati incoraggianti e ripetuti, quindi non occasionali, che hanno portato a una riduzione delle polmoniti già dopo 24 ore di trattamento. E la Roche che lo produce ha fatto sapere che lo metterà a disposizione gratis per la comunità scientifica impegnata a combattere contro la pandemia.

Un successo raggiunto grazie anche alla consulenza dei medici cinesi che ha permesso di creare una vera e propria task force guidata dall’oncologo napoletano Paolo Ascierto e composta, tra gli altri da Vincenzo Montesarchio e Gerardo Botti che askanews ha intervistato.

“E un farmaco anti Interleuchina 6 – ha spiegato Montesarchio – vale a dire un farmaco che blocca l’attività di questa citochina, questa sostanza che viene prodotta a livello polmonare. Quindi è un farmaco che agisce riducendo l’infiammazione a livello polmonare, la polmonite e quindi migliorando i sintomi del paziente. Ricordo che la polmonite è il sintomo più temibile e costante, presente in tutti i pazienti affetti da coronavirus, è quello che provoca il ricovero del paziente fino all’intubazione e al ricorso in rianimazione”.

Ora bisogna mettere a sistema l’esperienza napoletana per condividerla.

“Noi stiamo creando un gruppo di collaborazione in tutta Italia, di chi vuole. Siamo a disposizione e abbiamo messo a disposizione di tutti la nostra esperienza, il protocollo di somministrazione del famaco, il dosaggio e lo facciamo di buon grado”.

“Bisogna mirare a una validazione dell’uso di questo farmaco e degli effetti positivi nella gestione di questi pazienti – ha aggiunto Gerardo Botti – perché avere la possibilità di controllare la fase acuta della polmonite significa ridurre il peso di tutta la gestione dei pazienti affetti da coronavirus perché abbiamo una riduzione dell’ospedalità e dei posti e delle macchine della terapia intensiva che aiutano questi pazienti a respirare e che hanno creato una situazione nelle regioni del nord che sono state colpite all’inizio da questa epidemia”.

La validazione impone ora un rapido protocollo di sperimentazione affinché il farmaco, dopo che l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) avrà accertato gli effetti benefici sui pazienti trattati, possa essere utilizzato su tutte le persone affette da coronavirus. Fermo restando l’imperativo categorico di restare a casa per evitare la diffusione del virus.

© Riproduzione riservata

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