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Coronavirus, Brasile: il “cacerolazo” contro Bolsonaro

Roma, 1 apr. (askanews) – Un “cacerolazo”, il concerto di pentole contro Jair Bolsonaro: gli oppositori del presidente populista tornano a farsi sentire protestando contro la gestione dell’emergenza coronavirus.

Nella notte di Rio, le pentole e le casseruole hanno risuonato mentre Bolsonaro teneva in tv un discorso alla nazione. Bolsonaro ha ammesso ieri che la pandemia di coronavirus, che in passato aveva definito una “piccola influenza”, rappresenta “la più grande sfida” per la sua generazione, pur sostenendo che la lotta contro il virus non deve danneggiare l’economia del suo Paese.

“Il Brasile è progredito molto negli ultimi 15 mesi” – ovvero da quando è salito al potere -, “ma ora stiamo affrontando la più grande sfida della nostra generazione”, ha riconosciuto Bolsonaro, che negli ultimi giorni si è fatto vedere in strada intento a stringere mani a stretto contatto con la gente.

Il discorso di Bolsonaro ha ricalcato i toni che in Usa Donald Trump teneva fino alla settimana scorsa: bisogna “tutelare i più deboli” ma “combattere la disoccupazione che cresce rapidamente”, perché “L’effetto collaterale dell’epidemia non può essere peggiore della malattia stessa”.

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