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Coronavirus, Pyongyang deserta ma la Corea del Nord nega casi

Roma, 9 apr. (askanews) – La capitale della Corea del Nord, Pyongyang, è quasi vuota: pochissime macchine in giro e persone a passeggio, con mascherine. Uno scenario ormai “normale” in quasi tutte le città del mondo per la pandemia di coronavirus, peccato che il Paese continui a ripetere di non avere casi registrati. Pochi giorni fa un alto funzionario della sanità di Pyongyang ha detto che la Corea del Nord non è toccata dal Covid-19, con grande scetticismo degli altri Paesi.

I casi di infezione nel mondo hanno superato il milione. La Nordcorea ha rapidamente chiuso i suoi confini dopo che il virus è stato individuato per la prima volta nella vicina Cina a gennaio, e ha imposto severe misure di contenimento.

Pak Myong Su, direttore del dipartimento antiepidemico nordcoreano ha insistito sul fatto che gli sforzi sono stati completamente efficaci. “Finora nel nostro Paese non una sola persona è stata infettata dal nuovo coronavirus“, ha detto.

“Abbiamo effettuato misure preventive drastiche, come ispezioni e quarantena per tutto il personale che entrava nel Paese, abbiamo disinfettato accuratamente tutte le merci, oltre a chiudere le frontiere e a bloccare le rotte marittime e aeree”.

Secondo gli esperti però è uno scenario poco credibile. Anzi, la Corea del Nord sarebbe particolarmente vulnerabile al virus a causa del debole sistema sanitario. Si teme che Pyongyang stia coprendo un’epidemia.

© Riproduzione riservata

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