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Coronavirus Fase 2, startup bresciana finanziata col crowdlending

Milano, 27 mag. (askanews) – In piena emergenza coronavirus, 2 giovani neo-ingegneri bresciani, Simone Mora e Francesco Vavassori, impossibilitati a ricevere i finanziamenti statali previsti per la pandemia di Covid-19, sono riusciti a rilanciare la loro strartup nata nel 2019 per la produzione di dispositivi sanitari per disabili, la Plus Biomedical, grazie al crowdlending. Si tratta di una piattaforma digitale – messa a disposizione da Criptalia – con la quale un gruppo di 44 investitori privati ha erogato alla startup micro-contributi fino a 40mila euro in totale, con interessi al 9% l’anno.

Simone e Francesco avevano provato ad autofinanziare la loro attività, anche grazie a parenti ed amici. Poi però si sono scontrati con la burocrazia e con il Covid-19. Di finanziamenti straordinari per la pandemia neanche a parlarne; troppo stringenti i prerequisiti e troppo lenti i tempi di erogazione. Poi la scoperta del crowdlending, l’inizio della produzione e l’inizio del successo.

“Avevamo bisogno di un prestito ponte a breve termine per riuscire a lanciare la campagna – ha spiegato Francesco – le banche non ci hanno supportato in questo perché avevano tempi molto lunghi e una burocratizzazione del sistema ‘antica’. Con Criptalia invece nell’arco di un mese siamo riusciti a sbloccare il prestito di 40mila euro e presto saremo online”.

Il dispositivo creato dai due ingegneri bresciani si chiama Cwash, una mascherina automatizzata per l’igiene orale delle persone disabili. Ma è solo il primo di una lunga serie di dispositivi in cantiere.

“Con delle microvibrazioni – ha spiegato Francesco – va a pulire l’arcata dentale con una sostanza detergente grazie a un polimero a rilascio graduale. Un’altra innovazione di questo device è l’App correlata per cui sarà possibile controllarlo da remoto tramite smartphone e questo è un grande vantaggio per l’igiene orale di quelle persone che non possono farla autonomamente e quindi potranno controllarla da remoto”.

“Plus Biomedical – ha aggiunto Simone – sta avviando una produzione a Km Zero di mascherine chirurgiche per far fronte alle necessità dei nostri attuali clienti, quindi case di cura, case di riposo e ospedali. Poi stiamo sviluppando nuovi device come un tutore per persone con protesi all’anca e un dispositivo per il lavaggio intestinale di pazienti stomizzati o post oncologici”.

L’italia, con 796 milioni di dollari di transazioni nel 2020, è al terzo posto, dopo Inghilterra e Svizzera, nella classica europea dei Paesi che sfruttano il crowdlending.

© Riproduzione riservata

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