×

Cara Italia ti Scrivo, Piovesana: patto nazionale per ripartire

Roma, 3 giu. (askanews) – Maria Cristina Piovesana, già presidente di Assindustria Veneto Centro, da poco nominata Vice Presidente di Confindustria con delega all’Ambiente, Sostenibilità e Cultura, è la protagonista del secondo appuntamento della rubrica settimanale di askanews in collaborazione con Globe, Associazione nazionale per il Clima, pensata per raccogliere testimonianze e opinioni in una sorta di laboratorio delle energie del paese per ripensarlo dopo l’emergenza del Covid-19.

“Cara Italia ti scrivo, tutto sommato che ti voglio bene e che sono orgogliosa di questo grande paese e dell’esempio che questo grande Paese è riuscito a dare in questo momento di emergenza. Ora noi abbiamo la ripartenza e abbiamo una grande opportunità che è costituita da come vogliamo ripartire e soprattutto dove vogliamo andare. Un ruolo fondamentale in questo lo può avere la sostenibilità, da declinare su vari temi: sostenibilità ambientale, sostenibilità demografica, sostenibilità del nostro business. Massima attenzione su green economy e riciclo. Tutti temi che già da tempo le nostre imprese stanno affrontando e che in parte hanno già fatto loro come tema.”

Come Confindustria “abbiamo le idee chiare per il futuro dell’economia e dell’industria italiana. Questo va accompagnato e oggi abbiamo la fortuna di avere anche probabilmente delle risorse molto importanti che arrivano dell’Europa oltre che delle linee guida che ci vengono date. L’importante è che da parte nostra non sprechiamo questo e lo spreco potrebbe avvenire in due modi”. Innanzitutto “non arrivare a quelle semplificazioni e quella sburocratizzazione che molto spesso è deleteria per l’innovazione e per questo tipo di transizione. Perciò serve una nuova fiducia, serve un nuovo patto sociale tra la burocrazia che comunque serve e deve essere una burocrazie buona e che non abbia preconcetti verso le imprese. E poi bisogna far sì che nessuno rimanga indietro e perciò avere il giusto tempo. Noi non possiamo recepire quello che l’Europa auspica venga realizzato nel 2030 come obiettivo o nel 2050 e pretendere che questo avvenga domani mattina perchè significherebbe per noi perdere dei pezzi della nostra economia e della nostra industria. Queste transizioni, questi processi hanno veramente bisogno di tempo, premesso che sono già partiti dal basso. Perchè, conosco in particolare la realtà veneta, molte imprese stanno già muovendosi in questa direzione. Dobbiamo far sì che questo avvenga non solo per molte ma per tutte. E servirà da una parte equilibio, dall’altra parte fiducia e soprattutto meno burocrazia”.

“Le donne hanno un ruolo sicuramente molto importante in quanto portatrici di una sensibilità e di una loro predisposizione verso il bello, la cultura, l’attenzione verso la famiglia e le nuove generazioni. Quando noi parliamo di sostenibilità parliamo anche di un mondo migliore che dovremmo lasciare ai nostri figli. Noi conosciamo un mondo costruito nel dopoguerra dove la necessità era di uscire dalla mancanza di cibo. Siamo riusciti a diventare la seconda economia europea. A questa generazione di donne e di uomini spetta proprio il compito di portare verso un nuovo tipo di economia”.

“Conosco i miei concittadini e so che questo ruolo di traino lo giocheranno sicuramente e cercheremo di far di tutto affichè questo nostro Paese possa rinascere. Il Veneto è stato un bell’esempio di coesione sociale e di capacità di lavorare tutti insieme seguendo le indicazioni date dall’Università che ha avuto un grandissimo ruolo, insieme con la politica ma anche con i cittadini che si sono comportati in modo molto responsabile. Lo abbiamo visto non solo in Veneto anche in altre regioni. Auspico che questo senso di comunità continui anche per il futuro”.

© Riproduzione riservata
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Leggi anche

Entire Digital Publishing - Learn to read again.